un articolo molto interessante pubblicato ne "l’Unità" del 25 luglio 2008

Il Governo ha inferto un altro colpo alla Sanità Pubblica.
Lo ha fatto entrando nel cuore del diritto alla salute ovvero la definizione dei Livelli Essenziali d’Assistenza.
Ha deciso di revocare il decreto del Governo Prodi del 23 aprile 2008, che conteneva l’aggiornamento dei LEA. I LEA sono il “paniere” dei servizi e delle prestazioni offerte dal Servizio Sanitario Nazionale a tutti i cittadini, per oltre 5700 tipologie di prestazioni e servizi per la prevenzione, la cura e la riabilitazione. La ridefinizione dei LEA impegnò il Governo Prodi e le Regioni in un intenso lavoro durato quasi 2 anni con il coinvolgimento d’esperti, delle forze sociali a partire dai sindacati delle associazioni in particolare quelle delle persone disabili. Altroché mossa elettorale come ha maldestramente affermato il Ministro Sacconi!
I nuovi LEA cancellati dal Governo Berlusconi contenevano molte novità. Cito le più significative.
Il nuovo “Nomenclatore Tariffario delle Protesi dei Presidi e degli Ausili” che riguarda l’assistenza protesica per le persone disabili e introduce nuovi ausili informatici di comunicazione e controllo ambientale, ausili per la mobilità personale, ausili per la cura e l’adattamento della casa, apparecchi acustici d’ultima generazione per le persone con sordità periverbale. Aggiornano l’elenco delle malattie croniche e rare esentate dal pagamento del ticket ampliando l’esenzione ad altre nuove 100 malattie o gruppi di patologie e altre 6 nuove patologie nell’ambito delle malattie croniche. Introducono il vaccino anti papilloma virus, il virus responsabile del cancro alla cervice uterina, l’analgesia epidurale che consente di partorire senza dolore, la diagnosi neonatale della sordità congenita e della cataratta congenita. Potenziano l’assistenza odontoiatrica attraverso la visita di controllo per tutti e il trattamento delle urgenze, le cure domiciliari soprattutto per i malati nella fase terminale, i servizi socio sanitari come i consultori familiari, i centri di salute mentale, i servizi di neuropsichiatria per minori, i servizi per disabili gravi, i servizi per persone con dipendenze patologiche.

La definizione dei LEA era ferma al 2001 bisognava aggiornarli alla luce dei nuovi bisogni di salute, per prendere in carico alcune patologie trascurate come quelle cronico degenerative e per eliminare prestazioni diventate ormai obsolete.
L’aggiornamento del “paniere del sistema sanitario” era coerente con il progetto del “Patto per la Salute 2006” che oltre alla stabilità finanziaria ed alla certezza delle regole si propose di ammodernare e migliorare il nostro sistema sanitario. Alla luce dei nuovi bisogni di salute.
Che sono: la lunga convivenza con la malattia e dunque la necessità di promuovere continuità assistenziale attraverso un nuovo sistema di cure primarie e l’integrazione socio-sanitaria; la responsabilità dei cittadini verso la loro salute (il dovere di non ammalarsi) modificando i propri stili di vita e promuovendo la salute nei luoghi di vita e di lavoro; superare le disuguaglianze nella salute coinvolgendo attivamente nel sistema sanitario i gruppi sociali più vulnerabili attraverso la “medicina d’iniziativa”.
La ragione addotta dal Governo nel compiere questa scelta è un rilievo mosso dalla Corte dei Conti. Per rispondere a questo rilievo non c’era bisogno di revocare il decreto. Revoca peraltro avvenuta ancora una volta in modo unilaterale senza coinvolgere le Regioni. Il Governo avrebbe potuto fare un’altra scelta, coinvolgere le Regioni per aggiornare il decreto sulla base del rilievo della Corte dei Conti come ha indicato il Presidente delle Regioni Vasco Errani.
Si è invece fatta una scelta politica per disconoscere un lavoro del governo precedente ma soprattutto perché quei nuovi LEA sono incompatibili con la riduzione del finanziamento statale alla sanità previsto nel decreto 112, votato giovedì scorso alla camera su cui il Governo ha posto il voto di fiducia.  Quei Lea sono incompatibili con la riduzione di 7 miliardi di finanziamento statale entro il 2011! Infatti, non si possono migliorare i LEA e tagliare le risorse alla sanità pubblica.
Una scelta questa lo ribadiamo tanto più incomprensibile in quanto la sanità grazie al “Patto con la Salute” aveva gia contribuito al riequilibrio nei conti pubblici nel 2007 grazie ad una diminuzione del tasso d’incremento della spesa pari allo 0’9% e grazie alla riduzione del rapporto tra spesa sanitari pubblica e pil che è passato dal 6’85% nel 2006 al 6’66% nel 2007.
La revoca del decreto sui nuovi Lea è il tassello di una politica sanitaria che riduce la salute a puro costo economico e le politiche della salute a razionamento della spesa. Dobbiamo contrastare questa politica pericolosa di smantellamento della sanità pubblica attraverso una mobilitazione degli operatori, dei medici, dei volontari, dei cittadini. Dobbiamo migliorare il sistema con la messa in sicurezza degli ospedali, la prevenzione del rischio clinico, le case della salute e la medicina territoriale. L’aggiornamento della formazione dei medici e degli operatori. Bisogna potenziare la ricerca biomedica garantendo trasparenza nell’allocazione delle risorse e nella verifica dei risultati.
La salute è un bene primario, non essere soli di fronte alla malattia ed essere curati sulla base della propria dignità e non del proprio reddito è indice di civiltà di un paese.
Qui risiede una delle battaglie più importanti che il PD deve fare.