E’ neofascismo quello che avanza?
C’è qualcosa di nuovo nell’aria, anzi d’antico
Politica- 5 minuti lettura
Faccio il consigliere comunale di Urbino. Si stava votando un ordine del giorno di solidarietà a Liliana Segre. In questo ordine del giorno si riaffermava il carattere antifascista di Urbino. Uno dei consiglieri di maggioranza al momento del voto tentennava proprio su questo punto e il sindaco, nel trambusto finale non tutti lo avranno sentito, lo incoraggiò a votare a favore dicendo: “tanto è poesia”. L’idea che l’antifascismo è una idea astratta morta con il fascismo è tipicamente una idea fascista.
L’ 11 maggio il Resto del Carlino Pesaro riporta la notizia di studenti che polemizzano, a posteriori con una lettera al giornale, con una loro insegnante che ha dedicato la lezione di educazione civica ad illustrare i cinque quesiti referendari . Già questo è piuttosto grave. Ma lo sono ancora di più i commenti apparsi in calce a quel post sulla pagina FB del Carlino . Libertà di insegnamento, autonomia della cultura e dell’insegnante, valori civici relativi alla partecipazione al voto in modo consapevole, tutto viene preso a randellate da una sotto cultura violenta e certo non democratica che un tempo si sarebbe almeno trattenuta dal venire allo scoperto in questo modo.
Un assessore regionale di Forza Italia, in un momento di diverbio con un consigliere di opposizione ha detto : ” Se voi state dalla parte di chi fa quelle robe, che lo prende in quel posto…” Poi si è scusato, ma certo lo ha pensato e detto.
Ormai non li conto nemmeno più gli episodi in cui sgorga, come dai tombini quando piove troppo, una ideologia di destra che si riteneva ( appunto riteneva) superata per sempre e che invece invade le strade fisiche e digitali del paese. I freni inibitori sono saltati, la paura di doversi misurare con una salda cultura costituzionale che rigetta certi pensieri e valori, non esiste più: nei bar, nelle scuole, nei luoghi di lavoro, anche nelle aule istituzionali. Stiamo scivolando verso il neofascismo? Magari non ce ne rendiamo conto, magari non ne sono nemmeno consapevoli del tutto le stesse persone che si lasciano travolgere da un certo linguaggio, da un certo pensiero e anche da una certa modalità di relazionarsi con il prossimo.
Ma ripeto, gli esempi potrebbero essere decine e decine.
Lo so che l’ideologia della destra si afferma per ben altre vie. Dall’alto verso il basso le elite promuovono contenuti di destra dal livello nazionale a quello europeo. Lo sdoganamento della guerra come strumento di costruzione di relazioni internazionali basate sulla cultura dell’amico/nemico. L’accettazione dello sterminio come metodo giustificabile. La strada intrapresa di un aumento esponenziale delle spese militari accompagnata da una sorta di mistica delle armi; ma avete letto certi articoli sul web e sui giornali? Sempre il binomio guerra spese militari per impostare un nuovo modello economico e tecnologico e per zittire le richieste di maggiore protezione sociale da parte dei cittadini. Ancora lo stesso binomio guerra e spese militari per condizionare, censurare, orientare l’informazione sempre meno libera e indipendente. Ma su un altro versante è destra il dileggio dei poveri dei diritti del lavoro e di chi faticosamente cerca di difenderli come è accaduto proprio in occasione dei recenti referendum. Anche sul fronte istituzionale l’ideologia della destra avanza con l’idea del premierato e anche con la proposta di eliminare il limite dei due mandati nei ruoli soggetti a elezione diretta da parte dei cittadini. Per non dire infine dei caratteri autoritari del Decreto sicurezza. Tutto questo è destra che avanza anche per l’ambiguità di chi dovrebbe opporsi e tutelare la Costituzione.
L’egemonia di una idea si concretizza quando diventa senso comune. Ecco è il senso comune di destra che vedo crescere come non era mai accaduto prima e che rimanda periodi storici precisi.
Si dirà ma non è una cosa nuova, veniamo dal berlusconismo dal leghismo.
Ebbene secondo me entrambi quei fenomeni politico culturali erano molto diversi. Il berlusconismo metteva avanti a tutto il denaro. Tendeva a far passare nel paese il concetto che “vali se fai i soldi” e non importa come li fai, se per farli scendi a patti con la criminalità. Devi fare i soldi e il potere politico non si deve mettere in mezzo. Una idea potente incarnata da una sola persona che ha fatto danni rilevantissimi ma che non è mai diventata una idea compiuta di nazione una idea di popolo e si muoveva comunque in un orizzonte liberale.. Infatti ha perso.
Il leghismo è stata l’idea del primato egoistico dei ricchi. Un pensiero territoriale e sociale. Noi valiamo perché siamo più lavoratori più imprenditori di voi. Ci facciamo il nostro welfare, ci facciamo la nostra sanità. Noi curiamo i nostri operai perché noi siamo come loro. Con i fannulloni e i ladroni vogliamo avere il meno possibile da spartire. Un’altra idea potente, razzista, altri danni notevoli, ma niente a che vedere con una idea di nazione e di popolo.
La destra attuale è diversa. Favorita dalla deriva della cultura liberale dai Draghi, i Monti, dalle elite imprenditoriali, in funzione anti sinistra ( la storia si ripete), oggi sta facendo un percorso che potremmo definire di lenta mutazione del sistema. Occupa spazi sempre più ampi, promuove un’idea sua di nazione anche in un contesto internazionale. A Roma rimane una destra in doppiopetto, frequenta i salotti buoni, sa di non potersi troppo lasciare andare ad una aperta manifestazione di se.
Quello che invece voglio segnalare qui è quella destra che sale dal basso che si manifesta in tanti piccoli e apparentemente insignificanti episodi, estemporanei, ma che invece vanno a formare un substrato potente per chi poi porta avanti una azione dall’alto.
Oltre una idea di nazione si va consolidando un pensiero popolare.
Di qui la domanda che non vuole essere ne provocatoria ne offensiva ma realistica. Si va formando un nuovo fascismo? Un fascismo dell’era tecnologica?
Intanto delle persone che ricordano fisicamente il fascismo e la guerra sono rimasti pochi e malandati testimoni.
Italia che ti sta succedendo?
La libertà fiorisce in un clima di fiducia. Una fiducia in se stessi, nelle culture delle quali si fa parte, nella qualità dei gruppi dirigenti. Quando la fiducia si incrina o addirittura si spezza anche la libertà arretra, si diffonde come prassi la guerra di tutti contro tutti. Più che di neofascismo parlerei di qualunquismo, via via più diffuso. Il fascismo si affermò con la violenza, il qualunquismo si sta affermando con l’incultura e l’individualismo esasperato. D’altra parte va riconosciuto il fallimento delle riforme, il decadimento delle ideologie, l’incapacità NOSTRA di cambiare davvero il Paese, il coraggio che è mancato ai più.