Bernie Sanders ha fatto recentemente un discorso che ha ottenuto un grande risalto.
Sostanzialmente ha detto che la democrazia negli Stati Uniti si è ormai tramutata in oligarchia.
Personalmente ho grande stima del senatore del Vermount (dal 2007!!!), cerco di leggere quello che viene pubblicato da noi e che lo riguarda. C’è stato un momento in cui egli assieme a Jeremy Corbin sembrò riuscire ad interpretare, anche in Italia e in una parte del Partito Democratico, quella svolta a sinistra di cui si avvertiva la necessità.
Sanders e Corbyn erano i più citati nella fase in cui con Bersani lasciammo il PD per la deriva, per me irrecuperabile , che aveva imboccato. ( Su questo consiglio vivamente il testo di Antonio Floridia “ riflessioni a margine dell’addio di Pina Picierno “ su strisciarossa.it .)
Ma torniamo al nostro Bernie. Con tutto l’affetto del mondo, io mi chiedo ma non è tardiva questa affermazione?
Io, che non sono nessuno, dedicai a questo un pezzo del mio blog (orianogiovanelli.com) il 7 maggio del 2015 dal titolo “ Te la do io l’America”. Vuol dire che gli elementi che potevano far dire , addirittura a me che non sono americano e che non sono neppure uno studioso di sistemi politici, che la democrazia in quel paese ( solo in quel paese?) aveva ormai svoltato verso l’oligarchia con tutti gli annessi mostruosi connessi, era abbastanza chiaro.
Ma la domande ancora più gravi sono le prossime due.
Dov’era il tuo Partito Democratico, e dov’eri tu Bernie, mentre questo accadeva in modo così plateale? Sarebbe da falsi ipocriti cercare di far credere che questa realtà si è affermata in un battibaleno, magari che la causa di tutto è Trump, mentre questi è sicuramente uno dei prodotti mostruosi. Non si crea in un mese e nemmeno in un anno l’abnorme concentrazione di potere economico in pochissime mani da cui discendono i mostri della guerra, della povertà, del neocolonialismo, di regimi capaci di rendere del tutto insignificante la formale democrazia rappresentativa, la libertà della persona. Questa correva a spron battuto e a suon di milioni di dollari condizionava il potere politico sia dalla parte Democratica che dalla parte Repubblicana, sia con Bush che con Obama sia con Trump che con Biden!
E ancora, ma tu pensi davvero che quel modello politico che non ha saputo fermare la generazione dei mostri che oggi ormai imperversano, abbia gli anticorpi o le risposte per porvi rimedio? Sono i parlamenti democratici, i famosi pesi e contrappesi che non hanno fatto altro che assistere impotenti o addirittura promuovere favorire questa deriva. Prima ce lo diciamo senza infingimenti e meglio è.
Libertà, si dice. Ma libertà di che? L’unica libertà che abbiamo prodotto, seguendo quei sistemi come modello, è la libertà del grande capitale di mangiarsi la classe media, le piccole imprese. Un processo di concentrazione senza uguali nella storia dell’uomo. La libertà di spostare capitali senza vincoli tanto da rendere del tutto ininfluente la possibilità di realizzare modelli fiscali che potessero essere redistributivi. Libertà di far tornare i diritti del lavoro indietro di decenni, di intaccare l’autonomia della scuola della formazione della ricerca della conoscenza. Libertà di fare guerre per garantirsi risorse, corridoi commerciali. Libertà di impossessarsi dei nostri dati per costruire un mondo in cui è semplicemente ridicolo il solo pensare di leggere una notizia, guardare un video, leggere un testo senza pensare di entrare a far parte di un disegno di manipolazione che ti sta sopra e su cui non hai nessun potere.
Un fallimento totale della liberal democrazia, ovvero uno suo splendido successo perché questo che viviamo è figlia di quella, ormai ogni ipocrita vernice di abbellimento di facciata è definitivamente saltato. Fa quasi tenerezza chi pensa ancora a sistemi ispirati alla socialdemocrazia che funzionava solo quando dall’altra parte c’era lo spettro del collettivismo.
Ferri vecchi praticamente inutilizzabili in un cambiamento d’epoca.
C’abbiamo creduto, Bernie, al potere liberatorio della globalizzazione democratica. Quando abbiamo capito che andavamo dalla parte sbagliata era già troppo tardi. Per questo siamo parte di quei mostri che ora liberi di squassare il mondo si muovono si arricchiscono ci schiacciano.
Ora anche tu ti poni domande e cerchi di darti risposte che vanno nella direzione che sarebbe auspicabile. Lo fa anche Leone XIV. Affermare la proprietà pubblica, porre dei limiti alla concentrazione dei capitali, porre dei limiti alle libertà del mercato. Aggiungo io porre dei confini in cui sia possibili tornare a dare un senso al potere dello Stato. L’uomo prima dei capitali, l’ abc del marxismo infondo.
Ma intanto i mostri sono la fuori liberi e non vedo nessun potere in grado di fermarli.
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