Come tutti potete constatare il PD non è solo dibattito sullo statuto, creazione degli organi dirigenti, consolidamento organizzativo e politico nel territorio.
Il PD è in campo, fa politica finalmente, muove proposte, dialoga, sblocca un dibattito asfittico tutto concentrato sul tema: quanto durerà il governo? Una volta battuto Berlusconi alle elezioni politiche del 2006, il centro sinistra aveva smesso di fare politica. Se l’avesse fatta avrebbe guardato con occhi di verità l’esito elettorale, avrebbe evitato di fare il pieno delle cariche istituzionali coinvolgendo il centro destra, avrebbe  selezionato i temi da porre al centro dell’azione del governo e del parlamento senza pensare:  la maggioranza è larga e possiamo fare tutto ciò che vogliamo.
Si badi bene i risultati ottenuti dal governo sono importanti e tanti ancora potremo perseguirne, ma occorreva muovere, dare respiro all’iniziativa politica, far sentire concretamente che il nostro unico scopo non è sopravvivere, ma cambiare il paese a partire dalla necessità di dargli gli strumenti politici e istituzionali nuovi. Cambiare il sistema politico così frammentato, cambiare il sistema istituzionale incapace di decidere.
Così si è fatto nelle ultime settimane e i risultati si vedono già.
Il centro destra è esploso, il dialogo è ripartito. Merito anche della paura-referendum elettorale, ma anche della capacità di tener distinta il più possibile l’azione del governo dalla necessità che la politica ha di guardare oltre, di vedere il domani. Un gioco di equilibrio difficilissimo lo sappiamo,  se solo uno dei due pesi squilibrasse l’altro ci troveremmo in grande difficoltà. Salvaguardare l’azione di governo e porgere l’orizzonte oltre l’azione di governo è oggi indispensabile per il centro sinistra, per il PD e per il paese. Legge finanziaria, protocollo sul welfare, pacchetto sicurezza, ma anche, riforme istituzionali e dei regolamenti parlamentari (finalmente questa questione che mi apparve evidente la prima volta che misi piede in aula sta conquistando il proscenio), riforma elettorale sono le questioni di cui, giustamente, si parla.
A voi che mi leggete che ve ne sembra? Condividete questa sensazione importante di movimento?
Certo il passaggio chiave è la riforma elettorale. Ho intenzione di dialogare con quanti vorranno su questo tema. Intanto mi piacerebbe avere le vostre impressioni, sapere quali sono i punti fermi che secondo voi questa riforma deve salvaguardare. Che giudizio date di come si sta muovendo Veltroni. Quali sono i modelli che vi piacciono di più e che vorreste vedere applicati al nostro paese. Dialogando renderò sempre più chiaro il mio punto di vista. Se poi vi aspettate che io rifletta a partire da quello che penso lo farò. A presto.