PESARO. “Non eliminiamo le circoscrizioni comunali, riformiamole”. È questo il messaggio lanciato dal gruppo di amministratori di enti locali (e non solo), riuniti a Pesaro in occasione del convegno “Decentramento e partecipazione”, organizzato dal Comune e dalla Lega delle autonomie.
Dopo le elezioni amministrative di giugno, sarà infatti soppressa per i Comuni tra i 30.000 e i 100.000 abitanti la facoltà di istituire le circoscrizioni. Un provvedimento che, visti i tempi di crisi, sarà l’occasione per procede a tagli generalizzati. Questo in base alla legge 244 del 2007, la Finanziaria 2008.
«Il decentramento – sottolinea il sindaco di Pesaro Luca Ceriscioli – è un’istituzione con oltre quarant’anni di esperienza alle spalle. E anche se oggi necessita di una revisione, che dovrebbe trovare la giusta sede nella riforma dell’ordinamento degli enti locali, in attuazione del titolo V della Costituzione, non può essere cancellata con una norma motivata dai costi della politica».
«Pesaro – aggiunge Ceriscioli – ha una tradizione tanto rilevante in questo campo che non poteva certo rassegnarsi a una legge sbagliata, ed è per questo che abbiamo presentato in Consiglio comunale una proposta che permetterà di garantire, con modalità diverse, la partecipazione dei pesaresi alle scelte relative al proprio quartiere e all’intera città. Per noi la partecipazione è parte fondamentale della qualità dell’amministrazione ed è un principio cui non solo non vogliamo rinunciare ma che intendiamo rafforzare. Per non dire del fondamentale ruolo delle circoscrizioni in questo particolare momento di crisi in cui fare comunità, cioè fare in modo che i cittadini si sentano parte della comunità, è una necessità per non disperdere i valori di condivisione e solidarietà».
Di più. «La circoscrizione ha rappresentato e rappresenta tutt’ora – precisa l’onorevole Oriano Giovanelli, Camera dei deputati, e presidente nazionale di Legautonomie – uno strumento concreto per avvicinare le istituzioni al cittadino, attivare le forme di partecipazione e co-decisione alle scelte che lo coinvolgono, per l’esercizio della democrazia e l’educazione al rispetto delle idee degli altri. Istituzione sicuramente da riformare, non da sopprimere. È di primaria importanza pertanto valorizzare le circoscrizioni ridisegnandole, a pieno titolo, come “luoghi della partecipazione attiva” al governo della comunità».
Nell’appello lanciato da Pesaro, sottoscritto da 75 amministratori, si chiede al Governo “il ripristino della facoltà di istituire gli organi di decentramento anche nei Comuni compresi nella fascia tra i 30.000 e i 100.000 abitanti; organi pertanto facoltativi con competenze rivolte a soddisfare i servizi di base e di prossimità e alla semplificazione delle procedure e dei procedimenti amministrativi a carico dei cittadini”.
Un prezioso “ruolo di cerniera” tra il Comune e i cittadini, quello delle circoscrizioni, che secondo i promotori non può essere eliminato con un colpo di spugna. In difesa della democrazia e dell’impegno civile.
Gli enti protagonisti dell’iniziativa sono: Asur Marche 3, i Comuni di Pesaro, Fano, Sant’Angelo in Vado, Ancona, Macerata, Alessandria, Arezzo, Asti, Cesena, Como, Cosimo, La Spezia, Bari, Lucca, Lugo di Romagna, Marino, Novara, Pescara, Ravenna, Rimini, Savona, Senigallia, Sesto San Giovanni, Siena, Udine, Vicenza, le Province di Pesaro Urbino e di Pavia, l’Università Bologna, Acli Pesaro e Arci Pesaro.
Dopo le elezioni amministrative di giugno, sarà infatti soppressa per i Comuni tra i 30.000 e i 100.000 abitanti la facoltà di istituire le circoscrizioni. Un provvedimento che, visti i tempi di crisi, sarà l’occasione per procede a tagli generalizzati. Questo in base alla legge 244 del 2007, la Finanziaria 2008.
«Il decentramento – sottolinea il sindaco di Pesaro Luca Ceriscioli – è un’istituzione con oltre quarant’anni di esperienza alle spalle. E anche se oggi necessita di una revisione, che dovrebbe trovare la giusta sede nella riforma dell’ordinamento degli enti locali, in attuazione del titolo V della Costituzione, non può essere cancellata con una norma motivata dai costi della politica».
«Pesaro – aggiunge Ceriscioli – ha una tradizione tanto rilevante in questo campo che non poteva certo rassegnarsi a una legge sbagliata, ed è per questo che abbiamo presentato in Consiglio comunale una proposta che permetterà di garantire, con modalità diverse, la partecipazione dei pesaresi alle scelte relative al proprio quartiere e all’intera città. Per noi la partecipazione è parte fondamentale della qualità dell’amministrazione ed è un principio cui non solo non vogliamo rinunciare ma che intendiamo rafforzare. Per non dire del fondamentale ruolo delle circoscrizioni in questo particolare momento di crisi in cui fare comunità, cioè fare in modo che i cittadini si sentano parte della comunità, è una necessità per non disperdere i valori di condivisione e solidarietà».
Di più. «La circoscrizione ha rappresentato e rappresenta tutt’ora – precisa l’onorevole Oriano Giovanelli, Camera dei deputati, e presidente nazionale di Legautonomie – uno strumento concreto per avvicinare le istituzioni al cittadino, attivare le forme di partecipazione e co-decisione alle scelte che lo coinvolgono, per l’esercizio della democrazia e l’educazione al rispetto delle idee degli altri. Istituzione sicuramente da riformare, non da sopprimere. È di primaria importanza pertanto valorizzare le circoscrizioni ridisegnandole, a pieno titolo, come “luoghi della partecipazione attiva” al governo della comunità».
Nell’appello lanciato da Pesaro, sottoscritto da 75 amministratori, si chiede al Governo “il ripristino della facoltà di istituire gli organi di decentramento anche nei Comuni compresi nella fascia tra i 30.000 e i 100.000 abitanti; organi pertanto facoltativi con competenze rivolte a soddisfare i servizi di base e di prossimità e alla semplificazione delle procedure e dei procedimenti amministrativi a carico dei cittadini”.
Un prezioso “ruolo di cerniera” tra il Comune e i cittadini, quello delle circoscrizioni, che secondo i promotori non può essere eliminato con un colpo di spugna. In difesa della democrazia e dell’impegno civile.
Gli enti protagonisti dell’iniziativa sono: Asur Marche 3, i Comuni di Pesaro, Fano, Sant’Angelo in Vado, Ancona, Macerata, Alessandria, Arezzo, Asti, Cesena, Como, Cosimo, La Spezia, Bari, Lucca, Lugo di Romagna, Marino, Novara, Pescara, Ravenna, Rimini, Savona, Senigallia, Sesto San Giovanni, Siena, Udine, Vicenza, le Province di Pesaro Urbino e di Pavia, l’Università Bologna, Acli Pesaro e Arci Pesaro.
ufficio stampa/milena bonaparte
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