COMUNICATO STAMPA
  
LEGAUTONOMIE E UNCEM SIGLANO PATTO PER IL FEDERALISMO
E PER RIFORMARE LA RAPPRESENTANZA DELLE AUTONOMIE
 
Roma, 20 febbraio.   Con la nascita della nuova confederazione Legautonomie-Uncem, annunciata oggi a Roma dai presidenti Oriano Giovanelli e Enrico Borghi, si apre un nuovo capitolo nella storia e nella politica delle autonomie locali e del federalismo nel nostro Paese.
 
“Il patto che abbiamo siglato insieme rimette in discussione e riformula l’attuale sistema della rappresentanza tutta verticale delle autonomie e rilancia un sistema orizzontale e paritetico, così come detta il nuovo Titolo V della Costituzione. La complessità del nostro Paese è tale che la partecipazione di tutti i livelli istituzionali al governo del territorio rappresenta l’unica condizione in grado di assicurare soluzioni condivise e adeguate ai bisogni reali dei cittadini”, ha esordito Giovanelli.
 
Borghi ha proseguito: “Questa confederazione nasce per inaugurare una nuova stagione di dialogo con Anci e Upi, all’interno di un unico fronte, più forte e più rappresentativo. Al di là degli schieramenti, il tema della riforma della pubblica amministrazione e del riordino dei poteri locali è un tema centrale della politica; per quanto riguarda le Comunità montane abbiamo già iniziato un processo di riorganizzazione e razionalizzazione, che le Regioni sono chiamate a concludere entro il prossimo giugno. Lontani da ogni atteggiamento conservatore, riteniamo che  questa occasione rappresenti un’opportunità: per evitare la sovrapposizione dei livelli, garantire un unico livello sovracomunale di gestione e rispettare la complessità geografica dei nostri territori”.
 
I due presidenti hanno concordato sulle ricette utili per rilanciare un federalismo che abbia a cuore le esigenze dei cittadini e dei territori. In particolare, hanno precisato: “E’ finita l’epoca in cui tutti i livelli istituzionali, stato centrale, regioni ed enti locali, debbano fare tutto. Occorre ripartire dalla centralità dei comuni e dalle loro forme associative per la programmazione e la pianificazioni di interventi qualificanti in tema di servizi pubblici e sociali, di urbanistica, di sicurezza, ecc”.
 
“Quanto all’ICI, non va abolita, come recitano le propagande elettoralistiche, ma  va riformata e semplificata perché rispecchi meglio i reali valori immobiliari di mercato. Nell’ICI devono essere accorpate, con vantaggio per i cittadini, tutte le imposte e le tasse che gravano sugli immobili”.
 
Legautonomie ed Uncem hanno preso posizione sulla riforma dei servizi pubblici locali che vanno sicuramente liberalizzati, garantendo l’universalità dei servizi, la loro qualità e la loro efficienza. Gli enti locali debbono garantire questi aspetti, laddove il mercato da solo non può farlo, ma a questo debbono attenersi e limitarsi.
 
Quanto al Patto di stabilità interno esso va rivisto nel senso di un’articolazione regionale, pena il fatto che da strumento di giustizia finanziaria e fiscale e di perequazione diventi un impedimento alla crescita dei territori. E’ però importante che, a parità di indebitamento dei comuni ma con differente offerta nella realizzazione dei servizi, siano introdotti dei meccanismi di premio per i più virtuosi”.