Buon giorno a tutti. Vorrei ringraziarvi per la vostra presenza all’interno di questo blog e soprattutto per i vostri commenti che, oltre a testimoniare una volontà di partecipazione, contribuiscono giorno dopo giorno alla creazione di una vera discussione. Oggi vorrei soffermarmi sul tema dei costi della politica, cercando il più possibili di non limitarmi alla semplice analisi; ma di andare oltre e mettere sul tavolo anche possibili proposte che ho già avuto modo di illustrare a Viareggio in occasione del VI convegno annuale sulla finanza e fiscalità locale promosso da Legautonomie. Partirò da questa considerazione: il dibattito e la polemica sui costi della politica, invece di tendere a una deriva antipolitica, deve diventare per le istituzioni locali, regionali e centrali l’occasione di riforme vere e tangibili. Nel quale venga promosso dal sistema delle regioni, delle autonomie locali e in primo luogo i sindaci devono essere protagonisti di una iniziativa forte capace di invertire la tendenza. Sono più che convinto che sia una buona proposta quella di ridurre il numero dei consiglieri regionali e degli assessori, aumentati in alcuni casi con l’approvazione dei nuovi statuti regionali. Bene anche la riduzione sostanziosa del numero di assessori comunali e provinciali. Dico no, invece, alla riduzione generalizzata e indifferenziata dei consiglieri comunali e di circoscrizione, perché sarebbe un duro colpo alla democrazia di base. Dico no, anche, a trattare la questione delle comunità montane e della “montanità” in provvedimenti di contenimento dei costi. Condivido e mi trovo favorevole, però, a trattare queste ultime questioni nell’ambito di un dibattito sull’ordinamento degli enti locali, sulla semplificazione e razionalizzazione dei livelli istituzionali. Intanto comincerei dalla drastica riduzione di enti, società e agenzie promosse dalle regioni o dagli enti locali, e che non rispondono a obiettivi di economicità nell’erogazione dei servizi. Insomma, la riflessione è molto più seria di coloro che pensano di risolvere i problemi unicamente pensando alla soppressione dell’esperienza delle comunità montane. Esse per i territori interni rappresentano una risorsa per tutelare il patrimonio ambientale e un metodo per sancire tra le piccole realtà un’unione di comuni volta alla qualificazione e al miglioramento dei servizi per i cittadini. E’ vero, però, che occorre pensare ad una riforma e una riorganizzazione delle stesse. Rimango comunque dell’idea che sia nelle tante pieghe del centralismo statale che si annidano ancora ampie distorsioni dell’uso del denaro pubblico. Siccome sono state attribuite nuovi responsabilità a regioni ed enti locali sarebbe sensato perseguire un netto alleggerimento dello Stato centrale. La prima commissione della Camera dei Deputati, di cui faccio parte, ha già deliberato un testo di riforma della Costituzione che prevede il superamento del bicameralismo perfetto, la significativa riduzione del numero dei parlamentari e sono allo studio misure per la drastica riduzione di quei privilegi che nulla hanno a che fare con la tutela dell’autonomia dei parlamentari nello svolgimento della loro funzione legislativa. E poi, al Governo centrale, va chiesto di ridurre il numero dei ministri e dei sottosegretari che non solo producono spesa ma ancor di più producono frammentazione delle politiche e dei programmi, quando nel quadro delle funzioni definite dal nuovo titolo V della Costituzione dovrebbero distinguersi invece per la loro unitarietà e integrazione. Concludendo, penso che il messaggio sia abbastanza chiaro: la riduzione dei costi della politica passa soprattutto attraverso una processo di riforma, di cui per me il federalismo fiscale è un nodo centrale. I cittadini, le imprese hanno maturato in verità un giudizio pesante sulla politica e le istituzioni a causa di una sua troppe volte inefficacia, inconcludenza, lontananza nel dibattito che esprime dai bisogni reali della società. E’ avvicinando gli strumenti fiscali agli enti più vicini alla popolazione che si permetterà ai cittadini stessi di seguire con maggior controllo la funzionalità delle istituzioni e dei governi nei territori.
Aspetto i vostri commenti e contributi. Cari saluti.

|il documento| scarica dal sito internet www.orianogiovanelli.it la relazione integrale di Viareggio