Vi partecipo qualche pensiero sparso:

*   Oggi le camere hanno votato la fiducia al nuovo Governo (di marchigiani nemmeno l’ombra!!!). Comincia davvero la XVI legislatura.
Che la destra abbia vinto si è ben capito dai contenuti e dal tono degli interventi del presidente del consiglio.
I nostri hanno tenuto un profilo dialogante. Va bene, la gente è stanca dei litigi e, posso dirlo con certezza, si aspetta qualcosa  da questo governo.
Però se noi del PD vogliamo fare davvero una opposizione efficace, a mio parere, non possiamo limitarci a dare la nostra disponibilità ad una opposizione che non demonizzi il governo, a collaborare per le riforme, dobbiamo parlare ai nostri dodici milioni di elettori, dei loro problemi concreti, di ciò che a loro serve dobbiamo mettere in evidenza le macroscopiche contraddizioni che hanno consentito a questa destra di vincere ma che le renderanno complicato fare le riforme.
*   Certo che vedere una Camera dei deputati con sei gruppi parlamentari fa un certo effetto rispetto ai quattordici della legislatura precedente, però onestamente mi sono mancati alcuni temi che erano soliti sollevare i socialisti  ovvero la sinistra così detta radicale: laicità, ambiente, giustizia sociale. Non dobbiamo dimenticare che quei temi toccherà a noi rappresentarli, a modo nostro certamente, ma non sono temi che possono rimanere fuori dal Parlamento
*   Di Pietro ha fatto un intervento durissimo, era evidente che parlasse ad una parte del nostro elettorato. Certo che noi la parola conflitto d’interessi la potevamo anche pronunciare!

In sintesi credo che non ci sia contraddizione fra una disponibilità a fare le riforme istituzionali, la riforma elettorale,ad avere un atteggiamento non ostruzionistico, con la nettezza di posizioni che riguardano la moralità, le regole democratiche, le questioni sociali. 

*   E’ nato anche il Governo Ombra e invece qui gli  eletti nelle Marche sono due. Ho espresso nel gruppo le mie perplessità dovute al fatto che pavento una difficoltà di rapporto fra il governo ombra, che assorbe le competenze settoriali del partito, e i gruppi parlamentari. Il PD c’è ma la sua cultura politica comune è ancora da costruire, abbiamo bisogno secondo me di tenere il dibattito sempre largo fra di noi, non di restringerlo a pochi. E poi credo che il lavoro di partito, il radicamento di cui tutti parliamo, non può essere ridotto ad un fatto organizzativo, quindi mi chiedo: chi andrà in giro per l’Italia a parlare di lavoro, sociale, riforme istituzionali, pubblica amministrazione, cultura ecc. Comunque la scelta è fatta quindi ora dobbiamo operare affinché questa novità dia buoni frutti.
*   I giorni scorsi abbiamo confermato i capigruppo, i vice capigruppo. L’abbiamo fatto senza che si promuovesse una discussione approfondita sull’esito elettorale. Per me è stato un errore. Sarà che ho un bisogno fisico di discutere e in particolare di ascoltare. Comunque se non troviamo il modo di andare a fondo di ciò che ha prodotto questo voto rischiamo grosso.
*   C’è stato un gran parlare nei giorni scorsi del pericolo correnti nel PD e guarda caso D’Alema si è trovato in mezzo a questa discussione. Io c’ero all’incontro promosso dalla fondazione ItalianiEuropei e posso dire che quella non era una riunione fatta per organizzare una corrente. Intanto mi risulta che Fassino veda i “suoi” così anche Letta, Bindi e compagnia cantante. Prima mettiamo da parte l’ipocrisia meglio sarà per tutti.
Tornando ad ItalianiEuropei l’idea di D’Alema è che come avviene in Germania (dove le fondazioni dei partiti sono finanziate dallo Stato), negli USA e altri paesi l’elaborazione politica e anche la formazione delle classi dirigenti non passi più solo per i partiti ma anche attraverso questi luoghi. La cosa mi sembra seria e interessante. Vedremo, vi terrò informati.
*   Una delle cose che il Governo Berlusconi si propone di fare subito è l’abolizione dell’ICI prima casa per tutti. Ho criticato il Governo Prodi su questo quando praticamente l’eliminò per il 40% dei contribuenti, a maggior ragione sono contrario oggi. E’ una scelta che aumenta l’ingiustizia non la diminuisce. Io sono favorevole che chi non può non paghi, ma perché chi può non deve contribuire alla vita della propria città con questa tassa che è simile a quella che c’è in tanti altri paesi. Io la considero una specie di quota condominiale che i proprietari di immobili pagano al condominio/città.
Fatto sta che io, parlamentare facente parte della casta, non pagherò l’ICI la cosa vi garantisco mi fa proprio “incazzare”.
E poi mi parlano di federalismo! Il federalismo è autonomia. Senza entrate proprie l’autonomia del comune cala non cresce. Chiaro no?!

Statemi bene se potete.