Il filo conduttore dei miei pensieri nella settimana che si è appena conclusa. Potrebbe essere così sintetizzato: non mi va di scrivere a lungo, vorrei tanto che recuperassimo tutti il dono del silenzio, del pensare senza dover dire, del pensare per essere sicuri di ciò che si deve dire.

1 Sulla triste vicenda di Eluana Englaro mi sono vergognato di essere italiano. Dico davvero è stata una cosa di una violenza inaudita che mi sono sentito addosso. Violenza dei media, della chiesa, della politica, di tutte quelle persone che non parlavano d’altro ognuno con le sue certezze, con le sue verità, con le sue sentenze. Sarà pur vero che il dibattito sulle questioni etiche oggi ha necessariamente una dimensione politica e pubblica in virtù delle tecniche scientifiche, delle tecnologie dell’informazione. Ma così no. Così non si può.

2 Berlusconi ha fatto un gravissimo strappo istituzionale. Non c’è niente da fare e da dire una cosa mai vista prima. Non è il solo strappo che ha fatto e fa. Ora nei confronti del Presidente della Repubblica, ma c’è anche quello quotidiano nei confronti del Parlamento, quello che desta, non si sa perché, meno interesse verso le Autonomie locali che sono parte di questa nostra Repubblica e poi la giustizia, l’informazione. Insomma bisognerà pur riuscire ad avere una visione d’insieme su dove va questa nostra democrazia. Ecco questo sarebbe un bel ruolo per un partito d’opposizione magari smettendola di un giorno dialogare e l’altro urlare all’attentato alla Costituzione. Poi si dice la gente non capisce! Lo credo bene!

3 Pierluigi Bersani ha deciso di candidarsi alla guida del PD. Era ora!!! Sento dire oddio l’unità del partito, oddio adesso non è il momento. Che dire? Mi limito a pensare: per piacere un po meno ipocrisia e un po più di silenzio. Un autorevole, onesto e capace uomo politico decide di spendersi fino in fondo per le sue idee e per il partito che ha contribuito a fondare. Ben venuto e grazie se non altro, ma per me c’è ben altro, perché vuol dire che da questa barca traballante non scappa cosa che magari in tanti stanno pensando di fare.

4 Abbiamo battagliato alla Camera per cambiare un brutto disegno di legge di riforma della pubblica amministrazione presentatoci dal ministro Brunetta. Non abbiamo ottenuto gran che ma almeno abbiamo fatto emergere che invece di essere una legge per modernizzare la pubblica amministrazione rischia di produrre un ritorno indietro a quando la politica con la sua discrezionalità e partigianeria invadeva ogni sfera autonoma della pubblica amministrazione. Questo ministro è un vero pataccaro e c’è chi gli da credito. Triste!

5 Ringrazio tutti quelli che mi stanno facendo sentire il loro sostegno per le posizioni che ho assunto in Parlamento sul distacco dei sette comuni della Valmarecchia dalla nostra provincia. Grazie davvero, non credo che riuscirò a vincere ma ogni giorno che passa mi convinco che ci sono battaglie politiche che si devono dare anche se le probabilità di vincere sono scarse se non altro perché poi conoscendomi mi pentirei di non aver fatto quello che potevo fare.