1. Era più o meno in questo periodo del 1978 che mi succedeva una cosa che, come si dice, mi avrebbe cambiato la vita.
Ero tornato dal servizio militare a giugno, seguivo le lezioni di giurisprudenza a Urbino e facevo il cameriere al ristorante “la muta” nel fine settimana e quando mi veniva chiesto.
Ero segretario della sezione del PCI di Gadana frazione di Urbino dalla fine del 1974.
Umberto Bernardini, a nome del segretario della federazione provinciale del PCI di Pesaro e Urbino Lamberto Martellotti, venne a propormi di fare della mia passione politica una “scelta di vita”. Insomma di fare il funzionario di partito.
Sono quindi trent’anni che sono funzionario di partito e non me ne pento e con orgoglio dico che non ho mai camuffato questa mia professione. E ancora oggi a chi mi chiama dottore, professore e non lo sono e poi mi chiede ma qual è la sua professione io rispondo: funzionario di partito.
Caro Giovanni tu che mi leggi di certo, non credi che sia il caso di festeggiare?!
Mi piacerebbe vediamo se indovini come. Resto in attesa.

2. C’è proprio una brutta crisi. Questa cosa delle banche, della caduta verticale delle borse mi ha fatto venire in mente un episodio.
Qualcuno sa che conoscevo e stimavo tantissimo Paolo Volponi. Ebbene forse non tutti sanno che Volponi fu consigliere comunale ad Urbino eletto come indipendente nelle liste del PCI. Poi fu senatore sempre eletto da indipendente dal PCI.
Si iscrisse al partito quando il partito decise di cambiare nome in PDS e certamente lo fece per poter contrastare quella scelta.
Ricordo che un giorno mi disse (cito a memoria): non vi seguo perché voi state abbandonando l’economia reale quella fatta di lavoro e prodotti e vi state innamorando della finanza di quella economia che non ha un volto. Io quella gente la conosco è quella che ha annullato l’esperienza e l’insegnamento di Adriano Olivetti.
Ecco io ci penso continuamente a queste parole. Pensateci anche voi.
Ps. Propongo di raccogliere adesioni alla proposta di ricordare in modo degno questo grandissimo scrittore e poeta nella sua provincia che non lo deve dimenticare.

3. C’è proprio una brutta crisi. E tutti ora invocano l’Europa. E tutti ora invocano più Europa. E tutti ora invocano una politica comune europea più forte. Ora invocano. Bravi meglio tardi che mai. Chi vuole scommettere che appena le cose andranno un po meglio, speriamo presto, gli stessi che ora invocano dimenticheranno?

4. C’è proprio una brutta crisi. E non è solo finanziaria. E’ la crisi di un mondo sempre più ingiusto. Oggi ho letto un articolo su dati OCSE relativi alla differenza di reddito fra i grandi ricchi e la grande massa del resto di lavoratori, impiegati, pensionati, insegnanti, lavoratori autonomi.
Si è aperta una voragine. E’ sparita la classe sociale media. C’è uno schiacciamento verso il basso. Dei trenta paesi OCSE solo cinque sono messi peggio di noi in termini di ingiustizia sociale.
Ve la ricordate la teoria di Berlusconi fra il 2001 e il 2006? Io si. Riduciamo le tasse hai ricchi perché questi si metteranno a correre economicamente parlando e tutto il sistema paese li seguirà. Ecco quelli sono gli anni in cui dice l’OCSE si è aggravata la voragine. Questa è la crisi. Una grande massa di popolazione senza soldi corrisponde ad una economia che non gira e quindi non cresce.
Sapete quali sono le politiche che fino a quegli anni avevano contribuito a ridurre le ingiustizie? La sanità e la scuola pubblica. Date un’occhiata ai tagli fatti dal governo a questi due capitoli e capirete che stiamo andando nel senso opposto rispetto a quello che dovremmo seguire.

5. C’è proprio una brutta crisi. Ma la crisi non è mai crollo è sempre trasformazione. Usciremo cambiati da questa situazione. Molto cambiati. Sento tanto il bisogno che la politica riesca a ridare una visione d’insieme, un senso a tutto quello che sta accadendo e dare delle risposte comprensibili alla domanda: che dobbiamo fare? Chi se non la politica può fare questo?
Vuoi vedere che non è poi così passata di moda la politica. Quasi quasi direi che è l’ora dell’impegno.