1 La mia casella di posta elettronica è in queste ore intasata di messaggi,centinaia, che mi giungono da dipendenti pubblici di tutta Italia contro il ministro Brunetta e le scelte contenute nella manovra economica del governo. Analogamente arrivano numerosi messaggi dalle organizzazioni sindacali delle forze dell’ordine. Saranno tutti fannulloni? Affrontare in questo modo la questione della pubblica amministrazione e della sicurezza è un vero disastro. Tutti grigi, tutti uguali, quelli che lavorano e quelli che non lo fanno; quelli che rischiano la vita e quelli che si imboscano. Così non si cambierà mai niente.

2 Ancora sulla sicurezza. Il governo ha detto che sostanzialmente vuole dei sindaci sceriffo. Poi con il taglio pesantissimo ai comuni, alla scuola, alle forze dell’ordine, costringendo i comuni ad assumere un nuovo dipendente(ad esempio un vigile) ogni 10 che vanno in pensione e con l’indecente ulteriore taglio alle indennità degli amministratori locali, li mette in brache di tela. Quindi sceriffi sì ma senza stella, senza pistola, senza cinturone e senza pantaloni. In mutande!

3 E’ ora di dire basta! Dietro al taglio delle indennità ai sindaci, agli assessori, ai consiglieri, non c’è solo la demagogia di mandare segnali disfattisti ai cittadini, ma c’è un vero e proprio dileggio nei confronti delle istituzioni che essi rappresentano. Di questo passo arriveremo a dire che fare il sindaco di Pesaro è un passatempo e saranno guai seri per tutti.

4 Sulla manovra economica tremontiana il governo pone la questione di fiducia. Speravamo che avendo semplificato in modo così forte il sistema politico, avendo di fatto ridotto il numero dei partiti, o meglio dei gruppi parlamentari, il Parlamento, l’istituzione principe della rappresentanza del popolo italiano, l’istituzione depositaria del potere legislativo nazionale, tornasse a vivere. Invece il parlamento è letteralmente calpestato, la democrazia è calpestata. C’è qualcosa di grave, di profondo che non va . Il potere legislativo ormai è in mano al potere esecutivo e il potere giudiziario è nelle condizioni che sappiamo ovvero vittima di se stesso e aggredito dal potere esecutivo. Attenti la cosa è seria. Praticamente viviamo in un sistema presidenziale senza essere una repubblica presidenziale con tutte le garanzie democratiche e i contrappesi che quei sistemi si danno.
Lo so, la gente pensa che almeno così qualcuno decide. Ma attenzione le istituzioni non sono degli optional ! So che non è per nulla popolare dirlo ma va ripreso con urgenza il lavoro sulle riforme istituzionali. Bisogna uscire quanto prima da questa anomalia.

5 Sulle riforme istituzionali c’è stato un bel convegno promosso da un certo numero di fondazioni e centri studio del centro sinistra. C’erano dei valenti costituzionalisti e c’ero anche io che non lo sono ma che cerco di seguire questo dibattito che avverto come vitale per il paese.
Sostanzialmente c’è stato un rilancio del lavoro fatto ( La così detta bozza Chiti/Violante) nella precedente legislatura con il governo Prodi: conferma di un sistema di governo parlamentare (non presidenziale), diminuzione del numero dei parlamentari, una sola camera politica, il senato federale, un rafforzamento dei poteri del premier, l’attuazione del disegno federalista contenuto nel titolo V della seconda parte della Costituzione.
Calderoni ha detto che anche per  la nuova Carta delle autonomie locali e per il federalismo fiscale si ripartirà dal lavoro fatto con  Prodi: vuoi vedere che quei due anni non sono stati così pessimi!

6 Sistema elettorale: tedesco, spagnolo, francese…. Per quanto mi riguarda l’importante è che faccia salvo il bipolarismo (non il bipartitismo forzato), che garantisca stabilità, che rilanci il ruolo del Parlamento, che consenta ai cittadini di scegliere da chi essere rappresentati.

7 Arriva la tessera del PD! C’è stato un momento nella commissione statuto che pronunciare la parola tessera era peggio che bestemmiare. Che vi devo dire, ci vuole pazienza!