Si tratta di un segno di attenzione assolutamente inedito verso la realtà delle pubbliche amministrazioni. Con questa scelta vogliamo riavvicinare un mondo, in cui lavorano oltre tre milioni di persone, alla gente e rispondere a chi ha voluto dal governo di centrodestra solo denigrarne il ruolo. Si tratta per noi anche di una protesta verso i contenuti della recente manovra economica che hanno pesantemente colpito
la PA e annullato qualsiasi velleità riformatrice; è una scelta alla quale non ci possiamo arrendere. Infine si tratta di una assunzione di responsabilità. Il Pd sa benissimo che qualsiasi alternativa al governo di centro destra alla prova del governo dovrà misurarsi con il rilancio del ruolo delle pubbliche amministrazioni, con il loro cambiamento, con la loro innovazione. Non costruiremo giorni migliori per l’Italia se non affronteremo quello che è un settore chiave del sistema paese.
Brunetta si è limitato ad assecondare un sentimento diffuso al fine di ottenere un facile consenso. Nella sua perorazione demagogica della lotta ai fannulloni in verità ha finito per ricercare il consenso facile senza produrre alcuna significativa riforma. Noi che abbiamo a cuore le professionalità – e nella Pa ve ne sono – che ci battiamo seriamente per migliorarla, innovarla, modernizzarla dal punto di vista tecnologico, organizzarla in modo manageriale premiando il merito e la professionalità, non possiamo che dare un giudizio totalmente negativo sulla sua azione di governo. La resa poi di cui si è fatto responsabile davanti ai tagli lineari imposti da Tremonti alla Pa, sono la prova tangibile del suo totale fallimento.
Sono purtroppo tanti. Il primo riguarda la politica. Se la politica non si innova, nel senso di abbandonare l’idea che la pubblica amministrazione è solamente un costo e un peso salvo poi usarla a fini clientelari, di corruttela, non cambierà mai niente. In secondo luogo, per cambiare
la Pa bisogna dare un assetto istituzionale stabile e moderno al Paese: se tutte le istituzioni fanno tutto,la Pa non può funzionare. La nostra idea di un federalismo efficiente e solidale è un modo di riformarela PA . In terzo luogola PA deve essere affrontata con veri e propri piani industriali:obiettivi-risorse- tempi-risultati e per farlo non la si può trattare come fosse tutta uguale, un comune come un ministero, la scuola come la giustizia, le forze armate come l’università, ecc.. Da ultimo, ma in verità i punti sarebbero tanti, bisogna mettere il pallino in mano al cittadino utente. L’utente davanti alla PA è disarmato e questo alla fine si traduce in una debole spinta verso una PA che garantisca i servizi e garantisca regole trasparenti al mercato. Ma c’è ancora un nodo che andrebbe evidenziato:la PA ha bisogno dei giovani, è troppo vecchia. Noi viviamo in un mondo in cui un bambino impara prima ad usare un computer e poi a scrivere e non può essere chela PA non si adegui.
Quella che si apre domani è una festa del sud. qual è la presenza del Pd nel Mezzogiorno?
Noi amiamo il sud, sappiamo quanto sia importante il suo riscatto dai luoghi comuni di cui è vittima e dai problemi che effettivamente ha. Tre regioni sotto la pesante influenza della criminalità organizzata, una classe politica che troppo spesso si è adagiata sui difetti più che promuovere le virtù. Qui giochiamo il destino del Paese e noi che vogliamo essere un partito che è fortemente radicato nei territori, ma che mantiene una forte visione nazionale sappiamo che al sud dobbiamo dedicare moltissime energie altrimenti si affermerà una secessione di fatto e il sud scivolerà sempre più in basso. Qui abbiamo percentuali di disoccupazione giovanile che sfiorano il 50%, qui le imprese faticano ad attecchire e i servizi scarseggiano, per tutto ciò
la Pa è fondamentale.
Come dicevo non c’è una sola pubblica amministrazione, è piú corretto parlare di pubbliche amministrazioni; con queste riflessioni differenziate vogliamo avvicinarci alla realtà e far capire che da noi non ci si deve aspettare la facile demagogia, ma la capacità di fare un lavoro differenziato, approfondito, serio. É del tutto evidente che molto si decide con l’attuazione del federalismo e che parlare di scuola e sanità vuol dire che anche in un assetto federale la pa deve saper garantire le stesse opportunità ai cittadini italiani sui servizi fondamentali, sia che uno viva in Calabria, sia che viva in Piemonte.
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