I dati sulla povertà e sul disagio economico che in questi giorni affollano i giornali denunciano una situazione drammatica, che si sta rapidamente evolvendo con numeri veramente preoccupanti. L’Istat, il Censis, la Caritas-Fondazione Zancan, la Comunità di Sant’Egidio, tutti affermano che l’inflazione reale, quella che incide sulla spesa per i beni di prima necessità è ben oltre l’8%, con il costo della pasta che è arrivato ad aumenti del 30%. Sono 7 milioni e mezzi i poveri accertati, ma le famiglie a rischio, quelle che possono essere messe in ginocchio da una piccola spesa straordinaria, sono molte di più.
Il Governo rispetto a questa gravissima crisi risponde spostando l’attenzione prima sulla riforma della giustizia e oggi sul presidenzialismo. “Tutto questo è inaccettabile – sostiene Oriano Giovanelli, presidente di Legautonomie – il Governo deve abbandonare gli interventi spot e quelli caritatevoli come la social card, che incidono in modo irrilevante sulla drammaticità della situazione reale”.
Occorre invece avviare un piano organico nazionale, di contrasto alla povertà, portando il fondo per le politiche sociali ad almeno due miliardi di euro, con l’obiettivo di contenere i costi dei servizi pubblici primari e di quelli destinati all’handicap, al disagio sociale, agli anziani, all’infanzia; per sostenere i costi incomprimibili delle famiglie come affitti, alimentati, vestiario.
“E’ fondamentale – sostiene ancora Giovanelli – che gli enti territoriali e in particolare il comune, siano posti al centro di questa strategia complessiva di contrasto alla povertà, di sostegno alle famiglie e di integrazione sociale”.
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