Mentre scrivo non so se il Governo Prodi riceverà al Senato la fiducia che ha ottenuto alla Camera.
Quanto abbiamo insistito come Lega delle autonomie locali sulla inadeguatezza di questa legge elettorale e quanto purtroppo concreti sono i suoi effetti negativi!
Ora coerentemente con ciò che dicemmo nel nostro convegno di Viareggio dell’ottobre scorso siamo a sollecitare con forza il Presidente della Repubblica e tutte le forze politiche affinché si eviti l’ interruzione anticipata della legislatura senza aver messo mano ad una nuova legge elettorale, alle riforme istituzionali già avviate alla Camera, all’approvazione del nuovo codice delle autonomie locali e al federalismo fiscale.
Stiamo danzando su un dirupo e sarebbe davvero da irresponsabili interrompere la legislatura senza aver cercato di mettere fine a questa transizione istituzionale, potrei dire senza enfasi a questa agonia istituzionale, che, come ha giustamente ricordato il Presidente Bertinotti, è tutt’uno con la capacità del Paese di dare le risposte sul piano sociale, su quello economico e della sicurezza che il Paese attende.
Il sistema delle autonomie locali e delle regioni non può guardare da spettatore a questa situazione deve far sentire la sua voce interpretando fino in fondo il senso dell’art. 114 della Costituzione che ci rende parte equiordinata con lo stato centrale della nostra Repubblica della quale proprio in questi giorni ricordiamo il 60° della Carta Costituzionale.
Non diciamo questo per partigianeria, ma per la nostra capacità di sentire concretamente ogni giorno nella nostra vita di amministratori locali ciò che si aspettano la gente, le famiglie, le imprese.
Il professor Ilvo Diamanti ha parlato recentemente di “inverno civile” nel descrivere la situazione italiana. E’ compito di chi ha responsabilità istituzionali reagire con determinazione e spirito costruttivo.
Niente di peggio possiamo augurare al nostro Paese che tornare a votare per trovarci poi punto e a capo con i problemi che invece di essere affrontati vengono accantonati per puro spirito egoistico e di parte, che purtroppo questo sistema politico ha finito per alimentare e incentivare.
I consigli comunali, provinciali, regionali, facciano sentire la loro voce!
Proprio perché non abbiamo fatto sconti a questo Governo quando lo abbiamo visto proporre scelte sbagliate nei nostri confronti sentiamo di avere l’autorità morale per dire basta a questo giuoco al massacro.
Abbiamo pazientemente, dopo anni di sacrifici fatti con i governi di centro destra, sopportato una manovra come la legge finanziaria del 2007, in nome del necessario risanamento dei conti pubblici. Oggi quel risultato è concretamente alla portata del Paese.
Ciò non di meno, mentre abbiamo salutato positivamente che la legge finanziaria per il 2008 veniva dopo anni apprezzata dalle Regioni per le misure ivi contenute e in particolare quelle relative alla sanità e al trasposto pubblico locale; mentre abbiamo accolto i passi avanti sulla definizione del patto di stabilità interno che ha consentito alle province di non muovere critiche radicali alla manovra; mentre abbiamo registrato la sensibilità del Parlamento nel ricondurre sul giusto binario costituzionale la spinosa questione del riordino delle comunità montane; mentre abbiamo sottolineato i passi avanti fatti sul sociale, sul tema della casa, della sicurezza urbana, non abbiamo mancato di criticare duramente le scelte operate nei confronti dei comuni.
Ci siamo interrogati sul perché di queste scelte che non condividiamo e che riguardano i tagli dei così detti costi della politica a scapito di primarie forme di partecipazione democratica, che riguardano la manomissione dell’ICI, e siamo pronti a dare battaglia a partire da un principio di autonomia per noi intangibile e che questo Governo ha dimostrato invece troppe volte di violare con disinvoltura.
Ma questa dialettica di cui vive il carattere articolato della nostra rappresentanza istituzionale ha bisogno di un governo che sia nella pienezza dei poteri per essere nostro autorevole interlocutore, che sia il soggetto con cui se è necessario ci si scontra, ma per arrivare a dare stabilità e certezza al sistema.
Interrompere la legislatura senza aver fatto chiarezza su questi punti è un rischio che non ci possiamo permettere il nostro augurio è che chi ha la responsabilità delle scelte tenga conto di queste nostre raccomandazioni.