di Giuliana Ceccarelli
L
a C.M. sugli organici della scuola ha confermato quanto preannunciato dal Governo nei mesi scorsi: 42.201 posti di lavoro in meno già dal prossimo 1° settembre 2009 (37.101 in O.D. e altri 5100 in O.F.) a cui si aggiungono i 15.167 del personale ATA.I tagli previsti per la regione Marche nell’organico di diritto e di fatto sono 927, su 452 alunni inscritti in più (18-20 classi) e di 400 del personale ATA (17% dell’organico attuale).
Tagli agli organici docenti nelle Marche – a.s. 2009/10
| Infanzia | Primaria | Sec. I grado | Sec. II grado | Totale | |
| Ancona |
0 |
-121 |
-144 |
-41 |
-276 |
| Ascoli Piceno |
0 |
-122 |
-108 |
-94 |
-324 |
| Macerata |
0 | -45 | -77 | -45 | -167 |
| Pesaro Urbino | 0 | -60 | -80 | -20 | -160 |
| Totale Marche | 0 | -348 | -379 | -200 | -927 |
Il 95% dei genitori ha scelto il modello a 30/40 ore e meno del 2% ha scelto il modello preferito dal ministro (le 24 ore), nonostante la massiccia campagna condotta per "consigliare" la scelta dell’orario minimo. Alle famiglie italiane il modello del maestro unico non piace…ad essere preferiti e richiesti sono i modelli che da anni vedono la nostra scuola primaria in testa alle classifiche internazionali.
Ma il comportamento dei nostri governanti sembra dominato dal pensiero secondo cui se la realtà non si adatta alla teoria, è la realtà che è sbagliata!
E’ scomparsa la CONTEMPORANEITA’: è davvero risparmio?
Uno dei cavalli di battaglia del duo Tremonti-Gelmini per il contenimento della spesa pubblica è stato quello relativo alle compresenze o contemporaneità.
Il riassorbimento delle ore di compresenza sia nella scuola elementare, sia nella scuola media, sembra sia la panacea di ogni guaio finanziario della pubblica amministrazione…quella compresenza così demonizzata nei mesi scorsi nell’ambito delle accese polemiche che sono scaturite a seguito del famigerato D.Legge137 del 1° sett 2008, poi convertito nella legge 169 del 30/10/08 e poi confermate nella circolare sulle iscrizioni (n. 4 del 15 gennaio).
Polemiche strutturate ad hoc per giustificare “pedagogicamente” una manovra finanziaria incentrata sulla scuola pubblica e fatta attraverso i salotti televisivi. Ricordo le fulminanti battute nel salotto di Bruno Vespa: “ma che bisogno c’è di compresenza, sarebbe come avere due conducenti sul tram” e “un insegnante ce la deve fare da solo a condurre una classe, altrimenti che insegnante è…” suggellate dal ministro dell’istruzione (“non posso pagare tre docenti per la stessa ora”) non sono solo indice di disinformazione, ma di una vera e propria incompetenza sul concetto di compresenza.
Torna pertanto, con i tagli che verranno effettuati, l’idea di un insegnamento prevalentemente frontale, di una didattica giocata prevalentemente in aula, di gruppi-classe omogenei dove non necessitano interventi individualizzati (infatti diventeranno, come per magia, tutti bravissimi i nostri studenti) dove resta ben poco per le dimensioni sociali, relazionali, operative dell’apprendimento, fermi ad un’idea di bambino di 20 anni fa.
Immaginiamo l’uscita di una classe per visitare un museo, compiere un’escursione, partecipare ad un evento teatrale, frequentare un laboratorio o un’aula didattica “decentrata”, ecc.: ci sono regole di sicurezza, responsabilità, necessità di vigilanza che porteranno alla chiusura delle scolaresche in aule sempre più blindate (e quindi insicure).
Invece quelle poche ore di compresenza residuali rappresentano (ancora per poco) una risorsa importante per far fronte a classi sempre più numerose, sempre più cariche di problematiche sociali e familiari, sempre più ricche di presenze multiculturali, nelle quali aumentano le esigenze di attenzione, di ascolto, di cura educativa, rapporti personalizzati tra allievi e insegnanti, dentro le aule, ma anche attraverso nuove modalità (tutorato, coaching, ecc.).
Nelle nostre scuole, checché se ne dica, c’è un uso “intelligente” della compresenza, a servizio del bambino…. Privarsene per realizzare un qualche risparmio economico è una misura del tutto controproducente, che affatica il nostro sistema e non aiuta ad affrontare i nuovi compiti e le nuove sfide.
E’ poco noto, inoltre, che le compresenze nella scuola primaria vengono utilizzate anche per sostituire i colleghi: fino a 5 giorni di assenza si cerca di utilizzare le contemporaneità dei docenti.
Cosa accadrà molto dal prossimo settembre quando si dovranno sostituire i docenti della primaria fino a 5 giorni di assenza (perché il contratto nel frattempo non è affatto cambiato…)? Che ci chiederanno di dividere la classe del docente assente: 5 bambini in una classe, 4 in un’altra, ecc….alla faccia della didattica!
Perché se si dovesse fare un contratto di lavoro per ogni supplenza anche solo di un giorno altroché i costi delle compresenze!!!
E poi…
c’è la partita del sostegno: è vero, nelle Marche sono stati confermati i posti assegnati nel corrente a.s., ma gli alunni disabili segnalati per il prossimo anno scolastico sono molto di + del corrente a.s.!!
Poi ci stanno dicendo (basta leggere le faq sul sito del MIUR) che l’informatica non è più una priorità per la scuola primaria (ma le ricordiamo o no le 3 I della Moratti: inglese, informatica, impresa)…
Scopriamo anche (e su questo dovremmo davvero confrontarci con passione e rabbia) guardando il resoconto sull’amministrazione pubblica fatto dall’ISTAT nel febbraio scorso (non dal PD o dalla CGIL) che l’Italia spende il 4,7% del PIL, come 9 anni fa…è agli ultimi posti per spesa relativa all’istruzione.
E come se non bastasse continua ad essere ignorata la gravissima questione dell’azzeramento dei fondi del funzionamento didattico e amministrativo del 2009 e la pesante situazione legata ai crediti degli anni 2005 e 2006 …..e il ministro Brunetta a fronte di queste difficoltà ci impone le visite fiscali anche per un solo giorno, sapendo bene che le scuole sono costrette a pagarle….nella nostra provincia un D.S. attento a quanto indicato dal Ministro deve pagare all’ASUR più di 3.000 euro per visite fiscali, senza avere a disposizione una lira perché non è previsto un fondo ad hoc per questo…questo sono i problemi!!!
Queste sono le vere riforme che vorremmo!
E ancora…
le scuole hanno ricevuto una tranche di finanziamento a parziale copertura delle spese per le supplenze dell’esercizio in corso…
Complessivamente alla scuola pubblica sono stati tagliati, rispetto al 2008, 427 milioni di euro. Il costo di un capriccio della Lega (v. il no all’election day!)
Come ne usciremo?
Gli insegnanti della scuola di base, soprattutto quelli della primaria, vivono come una ferita aperta e una smentita al loro lavoro, la dicitura “senza compresenza” che la mano ministeriale ha voluto scrivere e ripetere negli schemi di regolamento sul primo ciclo e nella C.M. delle iscrizioni.
Considerato l’alto livello di gradimento che l’opinione pubblica esprime verso l’attuale scuola elementare ecco allora che bisogna ripartire di qui, da questo sentimento diffuso, popolare, di vicinanza alla scuola degli utenti, riscoprire l’importanza della scuola “primaria” quale luogo “elettivo” di costruzione dell’identità personale e sociale di ogni futuro cittadino, per esigere che le siano lasciate tutte le risorse di cui ha bisogno per fare un buon lavoro.
La Circolare sugli Organici offre la possibilità alla Regione e agli Enti Locali di “essere opportunamente coinvolti nella fase di elaborazione del piano di assegnazione delle risorse alle singole province” ….e determinante che esercitino questo diritto!
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