vorrei dapprima congratularmi per la tua elezione.
Il ruolo del Sindaco è di centrale importanza per la vita delle persone e delle famiglie, per il lavoro delle imprese, per il governo dei territori. Ho avuto il piacere di ricoprire questo ruolo nella città di Pesaro per molti anni. Viverlo, seppur non sia una cosa semplice, è sicuramente affascinante perché si lavora nell’istituzione più vicina ai cittadini, dove quotidianamente si ha un contatto vero con le problematiche e le aspettative della gente. La vicenda di come vivere l’amministrazione è stata una discriminante storica sui modi di concepire il ruolo degli Enti Locali, che ancora oggi ogni tanto emerge. Ed è sostanzialmente questa: fra chi pensa che l’amministrazione locale sia sostanzialmente un soggetto decentrato di una volontà nazionale, braccio esecutivo dello stato vicino al territorio, e chi pensa – l’idea riformista alla quale da sempre sono stato vicino – che il primo compito dell’amministrazione locale sia quello di rappresentare i bisogni e gli interessi dei cittadini, cioè della gente del luogo, che è l’interlocutore naturale dell’amministrazione.
Mi auguro che si ritrovi uno sano spirito della sperimentazione. L’Italia sarebbe oggi molto peggiore se i sindaci, i presidenti di provincia si fossero chiusi in una dimensione puramente amministrativa, fatti imbrigliare dalle norme e non avessero guardato invece prioritariamente ai bisogni della gente andando oltre le leggi, contribuendo così a riformarle. Quante leggi sono state fatte o riformate solo dopo che nel paese per opera dei comuni si erano create le condizioni concrete per farlo! Noi abbiamo bisogno che le autonomie riprendano questo gusto di inventarsi le soluzioni, di andare a cercare le soluzioni più efficaci per i loro territori, di andare oltre la legge, non contro la legge, ma spingendo la legge, allargandone i confini, e non c’è tema che così non possa essere sviluppato in positivo.
Tanto più ciò è necessario oggi perché nel corso dei prossimi mesi il nostro lavoro non sarà per nulla semplice. Le stime parlano di un peggioramento degli effetti sociali della crisi economica e l’impegno prioritario dovrà essere rivolto ad alleviare le sofferenze di chi si troverà in difficoltà, ad affrontare le vecchie e nuove povertà che spesso si nascondono dietro ad una apparente normalità, tante imprese in particolare quelle piccole, gli artigiani, avranno bisogno del sostegno delle amministrazioni locali per resistere per non rinunciare a guardare con fiducia al futuro.
C’è poi il governo dell’ente da impostare. Il mio augurio è che gia le delibere contenenti gli indirizzi di governo da portare alla approvazione dei Consigli Comunali non siano un fatto formale ma l’occasione per rilanciare un dibattito pubblico, con i partiti, le associazioni sulle priorità da affrontare. Troppo personalistiche sono ormai diventate le campagne elettorali per pensare che sia stato sufficiente il dibattito gia fatto.
Su due temi mi piace richiamare la tua attenzione: la partecipazione dei cittadini e il miglioramento dei servizi da offrire loro. Quella di trovare diverse forme di partecipazione democratica alle scelte amministrative è un tema che vale sempre sia per le città ma anche per i piccoli comuni. La differenza nel governo delle città come dei piccoli comuni sta proprio nella capacità di coinvolgere davvero i cittadini nel non rassegnarsi ad un loro ruolo di semplici spettatori. Partecipazione, concertazione, progetti di condivisione, rendicontazione partecipata sono ormai strumenti indispensabili del buon governo.
Altrettanta determinazione ci vuole nel riorganizzare i servizi in un contesto sociale in forte mutamento. Dobbiamo chiederci continuamente se i servizi come li forniamo siano adeguati, dobbiamo senza paura affrontare il tema del superamento della frammentazione, del localismo, dell’urgenza di mettersi insieme fra i comuni più piccoli. Sono temi che attengono anche al dibattito nazionale quello relativo alla “Carta delle autonomie locali” e del “Federalismo fiscale”. Strumenti orientati a spingere i comuni verso forme organizzative che consentano di essere adeguati a nuove sfide, a diffondere le esperienze delle Unioni, a rilanciare le Comunità Montane, a dotare gli enti locali di una capacità fiscale adeguata per affrontare le funzioni fondamentali loro attribuite.
Cercare di dare dei servizi migliori, meno costosi, più immediati, meglio prodotti, alla gente che ne ha bisogno, alle imprese, alle famiglie, questo è il nostro scopo assieme a quella di tener viva la partecipazione. E’ così che possiamo dare un grande contributo per rilanciare il tema della Riforma della Pubblica Amministrazione e non lasciarlo ad un dibattito spesso demagogico e improduttivo.
Con questa lettera, oltre a complimentarmi ancora per la tua elezione e dell’intero Consiglio Comunale che rappresenti, vorrei approfittarne anche per mettermi a tua disposizione. L’auspicio è quello di un sincero spirito di collaborazione per le esigenze della tua realtà e sulle questioni importanti per il nostro territorio, che vorrei rappresentare al Parlamento in qualità di Deputato della Repubblica Italiana eletto in questa bellissima regione che sono le Marche.
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