Il Resto del Carlino di Pesaro
Si accomodi, da dove partiamo: dalle primarie in generale?
«Mi sono battuto con decisione, non da solo, nella commissione nazionale statuto del Pd affinché fossero previste le primarie come metodo ordinario di selezione delle candidature e delle cariche politiche principali».
Fino a qui siamo all’aspetto formale. Ma per le politiche non sono state fatte…
«Al momento opportuno – replica Giovanelli – ho sostenuto in più occasioni che fosse giusto fare le primarie per scegliere i candidati alle ultime elezioni politiche. L’argomento che non ci fosse stato tempo per organizzarle mi sembrava non pienamente fondato».
Però non si è stracciato le vesti…
«All’indomani delle elezioni politiche sono intervenuto ai lavori della prima riunione del gruppo parlamentare del Pd. In quell’occasione ho affermato che alcuni limiti nella costruzione delle liste si erano verificati proprio nella scelta dei candidati e che ciò aveva parzialmente inciso negativamente sull’esito elettorale, a riprova che era meglio fare le primarie. Durante lo stesso incontro ho sostenuto che se non avessimo fatto ricorso alle primarie come strumento di lavoro per la definizione delle candidature alle prossime elezioni amministrative, saremmo andati incontro a problemi seri nel Pd e nel centrosinistra. Ho partecipato e dato il mio contributo con entusiasmo al grande successo delle primarie svolte a Fano, che ha visto la partecipazione di 4000 cittadini, per le quali ringrazio ancora tutto il gruppo dirigente del Pd fanese».
Certo, ma quelle erano primarie interne al Pd, non di coalizione. Per la presidenza della Provincia gli altri partiti pare proprio che non siano intenzionati a farle.
«Ritengo che l’indisponibilità di alcune forze del centro sinistra a partecipare alle primarie in vista delle elezioni amministrative, alle quali sosterrò coerentemente Luca Ceriscioli, Federico Valentini, Franco Corbucci, Matteo Ricci e gli altri candidati del nostro partito, sia un errore che mi auguro di tutto cuore non abbia ripercussioni».
Lei ha lanciato la battaglia delle preferenze per le Europee.
«Certo, bisogna battersi con tutte le forze disponibili affinché non passi in Parlamento il "porcellum bis" per le europee».
La proposta di legge della Pdl prevede invece liste bloccate e sbarramento al 5 per cento.
« Il diritto di scelta per i cittadini con le preferenze deve rimanere. C’è una necessità di semplificazione del quadro politico, tanto che credo si possa prevedere una soglia di sbarramento al 3 per cento. La proposta di Berlusconi è eccessivamente drastica in ogni sua parte».
Se non ci saranno le preferenze lei cosa propone?
«Nell’ipotesi in cui dovessero passare, invece, le liste bloccate per le elezioni europee, il mio partito, verificando preventivamente che non ci siano difficoltà ostative e oggettive riconducibili alla complessità delle circoscrizioni, dovrebbe ricorrere alle primarie per definire l’ordine di lista dei candidati tutelando la parità tra i generi».
Palmiro Ucchielli non sarà certo contento…
«Per spazzare via polemiche inutili e mal poste, posso solo ribadire che, come si vede, il mio pensiero è dunque chiaro ed è il frutto di una convinzione profonda relativa al cambiamento intervenuto nella cultura politica dei cittadini, al quali bisogna far fronte con un profondo rinnovamento nella modalità di rapporto in momenti cruciali come questi tra i partiti e i cittadini stessi».
Chissà se Matteo Ricci e Palmiro Ucchielli saranno soddisfatti e se Marcello Secchiaroli farà il salto di barricata…
MENTRE l’assemblea provinciale del PD si esprimerà questa sera sulle primarie meno desiderate della storia, l’onorevole Oriano Giovanelli, chiamato in causa polemicamente anche dal presidente della Provincia Palmiro Ucchielli spiega, la sua posizione sulle primarie ed in particolare su quelle per il presidente della Provincia di Pesaro Urbino. IL SENSO E’ QUELLO di voler far «una serie di importanti precisazioni».
Si accomodi, da dove partiamo: dalle primarie in generale?
«Mi sono battuto con decisione, non da solo, nella commissione nazionale statuto del Pd affinché fossero previste le primarie come metodo ordinario di selezione delle candidature e delle cariche politiche principali».
Fino a qui siamo all’aspetto formale. Ma per le politiche non sono state fatte…
«Al momento opportuno – replica Giovanelli – ho sostenuto in più occasioni che fosse giusto fare le primarie per scegliere i candidati alle ultime elezioni politiche. L’argomento che non ci fosse stato tempo per organizzarle mi sembrava non pienamente fondato».
Però non si è stracciato le vesti…
«All’indomani delle elezioni politiche sono intervenuto ai lavori della prima riunione del gruppo parlamentare del Pd. In quell’occasione ho affermato che alcuni limiti nella costruzione delle liste si erano verificati proprio nella scelta dei candidati e che ciò aveva parzialmente inciso negativamente sull’esito elettorale, a riprova che era meglio fare le primarie. Durante lo stesso incontro ho sostenuto che se non avessimo fatto ricorso alle primarie come strumento di lavoro per la definizione delle candidature alle prossime elezioni amministrative, saremmo andati incontro a problemi seri nel Pd e nel centrosinistra. Ho partecipato e dato il mio contributo con entusiasmo al grande successo delle primarie svolte a Fano, che ha visto la partecipazione di 4000 cittadini, per le quali ringrazio ancora tutto il gruppo dirigente del Pd fanese».
Certo, ma quelle erano primarie interne al Pd, non di coalizione. Per la presidenza della Provincia gli altri partiti pare proprio che non siano intenzionati a farle.
«Ritengo che l’indisponibilità di alcune forze del centro sinistra a partecipare alle primarie in vista delle elezioni amministrative, alle quali sosterrò coerentemente Luca Ceriscioli, Federico Valentini, Franco Corbucci, Matteo Ricci e gli altri candidati del nostro partito, sia un errore che mi auguro di tutto cuore non abbia ripercussioni».
Lei ha lanciato la battaglia delle preferenze per le Europee.
«Certo, bisogna battersi con tutte le forze disponibili affinché non passi in Parlamento il "porcellum bis" per le europee».
La proposta di legge della Pdl prevede invece liste bloccate e sbarramento al 5 per cento.
« Il diritto di scelta per i cittadini con le preferenze deve rimanere. C’è una necessità di semplificazione del quadro politico, tanto che credo si possa prevedere una soglia di sbarramento al 3 per cento. La proposta di Berlusconi è eccessivamente drastica in ogni sua parte».
Se non ci saranno le preferenze lei cosa propone?
«Nell’ipotesi in cui dovessero passare, invece, le liste bloccate per le elezioni europee, il mio partito, verificando preventivamente che non ci siano difficoltà ostative e oggettive riconducibili alla complessità delle circoscrizioni, dovrebbe ricorrere alle primarie per definire l’ordine di lista dei candidati tutelando la parità tra i generi».
Palmiro Ucchielli non sarà certo contento…
«Per spazzare via polemiche inutili e mal poste, posso solo ribadire che, come si vede, il mio pensiero è dunque chiaro ed è il frutto di una convinzione profonda relativa al cambiamento intervenuto nella cultura politica dei cittadini, al quali bisogna far fronte con un profondo rinnovamento nella modalità di rapporto in momenti cruciali come questi tra i partiti e i cittadini stessi».
Chissà se Matteo Ricci e Palmiro Ucchielli saranno soddisfatti e se Marcello Secchiaroli farà il salto di barricata…
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