articolo di Oriano Giovanelli pubblicato su Il Resto del Carlino-Pesaro
Molto meritoriamente dall’amministrazione comunale ci vengono illustrate le più importanti novità in merito alle trasformazioni urbanistiche, al recupero di importanti edifici storici, a nuovi progetti architettonici. E’ un fatto meritevole di nota in se e lo e’ ancora di più per la frequenza con cui ci giungono queste notizie, segno di una vivacità importante in un momento generalmente difficile per i comuni e per l’economia. C’e’ un vecchio detto che vuole che quando le cose in economia vanno male bisogna investire per essere pronti a correre quando le cose torneranno a girare per il verso giusto. Questo per un comune vale doppio nel senso che se sono progetti finanziati, come lo e’ il San Domenico grazie ad un accordo con la fondazione cassa di risparmio, sono un sostegno immediato alla fiducia e alla economia, e se sono progetti che necessitano di un percorso sono appunto pezzi di economia e di futuro che si cominciano a preparare per giorni migliori. Fra le tante sollecitazioni recenti quella che, anche per il mio ruolo di presidente pro tempore della fondazione Rossini, mi interessa di più e’ la proposta progettuale relativa alla trasformazione dell’area del ospedale San Salvatore: il fatto che si sia ipotizzata, con il contributo di un gruppo di studio che fa riferimento all’arch. Brigidi e alla università di Cesena, una sua riconversione con una forte impronta culturale mi sembra davvero importante per tre ragioni: la prima perché allontana il sospetto/pericolo di una spaventosa speculazione a discapito della vivibilità della città in nome del nuovo ospedale unico, la seconda perché ripropone una scelta identitaria della città che ha bisogno di coerenza e di cogliere tutte le occasioni utili a rafforzarla, la terza perché si muove in armonia con una visione strategica regionale anche questa non scontata che però emerge dalle lungimiranti scelte di bilancio affermate piu’ volte dal presidente Spacca e esplicitata nella bella iniziativa di due giorni promossa al teatro Le Muse dall’assessore Marcolini: il forum regionale della cultura, al quale come fondazione Rossini abbiamo partecipato attivamente anche nei gruppi di lavoro preparatori assieme alle altre istituzioni pesaresi e ovviamente all’assessore Gloriana Gambini. La scelta del nuovo ospedale unico,e ne sono particolarmente lieto, mi sembra fatta e sta procedendo con una certa decisione anche l’individuazione dell’ area in cui ubicare la nuova struttura per la quale vorrei solo sommessamente raccomandare una grande attenzione agli aspetti paesaggistici dello stupendo territorio fra Fano e Pesaro, del resto tutti lo sanno che gli occhi delle persone e delle associazioni sensibili a questi aspetti saranno prontissimi. L’occasione di ripensare architettonicamente un’ area che sta dentro le antiche mura e nello stesso tempo dialoga naturalmente con l’ area della stazione, con il parco Miralfiore e con l’ area delle caserme e’ una di quelle occasioni capaci di segnare un secolo; penso solo a cosa sarebbe per la città contemporaneamente liberarsi anche di quel brutto cavalcavia. Che l’ amministrazione voglia orientare la discussione verso il rafforzamento del ruolo della cultura per il futuro di Pesaro e’ decisivo. Allora visto da qui dal piccolo ufficio della Fondazione Rossini mi permetto di segnalare quattro esigenze. 1 Pesaro non potrà dire di aver completato il suo impegno storico nel progetto di restituzione al mondo del suo genio più grande se non realizza uno spazio museale che metta insieme collezioni pubbliche e private di cimeli, autografi, documenti, pubblicazioni, ma anche scene e costumi , immagini di oltre trent’ anni di Rof. 2 si debbono trovare spazi per qualificare l’attività didattica del Conservatorio quasi mai compatibile con gli spazi storici dell’attuale sede. 3 La cultura che fa i conti anche con il botteghino ha bisogno di un auditorium di 2000/2500 posti e francamente mi convincono poco sia gli spazi polivalenti che la scelta di collocare fuori dal centro questi spazi 4 infine può sembrare una cosa minore ma per chi fa ricerca e studia non lo e’: dobbiamo cercare di riunificare le biblioteche musicali della fondazione Rossini e del conservatorio. Non parlo volentieri della città per ovvie ragioni e spero con queste note di non aver invaso alcuno spazio dal quale voglio stare fuori, ma l’ occasione che l’assessore Pieri ci offre con queste sue notizie sulla città che verrà sarebbe stato un vero peccato non coglierla come possibile discussione pubblica, libera e aperta.
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