GIOVANELLI. – Al Ministro dell’interno. – Per sapere – premesso che:
fonti del sindacato CISL FP mettono in luce la ormai nota consuetudine al taglio di posti di lavoro in uffici strategici della pubblica amministrazione come le questure; ciò, da un lato, costituisce un grandissimo problema economico per migliaia di lavoratori costretti ad affrontare le difficoltà quotidiane e la crisi e, dall’altro, riduce la possibilità per i cittadini italiani in genere di veder garantiti i diritti fondamentali in uno Stato di diritto, quali quelli ai servizi e alla sicurezza;
la situazione nelle questure si è fatta drammatica con l’ultimo taglio di 650 lavoratori a tempo determinato assunti dal Ministero dell’interno per risolvere le problematiche relative all’ufficio immigrazione;
dal 31 dicembre 2010 se non verrà loro rinnovato il contratto, perderanno il lavoro e la speranza di un’assunzione stabile; il danno di questa decisione ricadrebbe sulle famiglie dei lavoratori; sul Ministero che ha fatto della sicurezza e della lotta all’immigrazione clandestina il suo cavallo di battaglia, dando alle stesse assoluta priorità di azione, e che, al contrario, ora priverebbe di professionalità importanti, difficilmente sostituibili o anche solo rimpiazzabili, a causa delle croniche carenze di organico in cui versano gli uffici delle questure e delle prefetture; e sui cittadini immigrati onesti che hanno diritto ad un servizio efficiente e professionale -:
quali iniziative urgenti il Ministro intenda assumere per poter risolvere il problema esposto in premessa.
(5-03702)
5-03702 Giovanelli: Sui lavoratori assunti a tempo determinato dal Ministero dell’interno
TESTO DELLA RISPOSTA
Nella seduta del 22 dicembre scorso il Consiglio dei ministri ha approvato un’iniziativa d’urgenza che ha disposto la proroga di termini in scadenza previsti da disposizioni legislative. L’iniziativa governativa è il decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, meglio conosciuto come decreto «milleproroghe».
L’articolo 2, comma 6 del provvedimento reca la disposizione invocata dall’onorevole interrogante. Con essa viene autorizzato il proseguimento per ulteriori 12 mesi dei contratti di lavoro delle 650 unità di personale assunte a tempo determinato in base all’ordinanza del Presidente del Consiglio 29 marzo 2007 n. 3576.
L’inserimento della disposizione nel decreto-legge è il risultato degli sforzi condotti con perseveranza e determinazione dal Ministero dell’interno in una duplice direzione: da un lato rispettare gli impegni assunti in materia di lotta all’immigrazione clandestina per mantenere costantemente elevato il livello di sicurezza; dall’altro non disperdere quel patrimonio di esperienza che nella materia era stato acquisito da unità di personale che si rivelano ora preziosi per l’attività degli Sportelli Unici per l’immigrazione delle Prefetture e degli Uffici Immigrazione delle Questure.
In questa direzione il Governo ha tenuto conto anche delle sollecitazioni venute dal Parlamento fin dal luglio dello scorso anno, in occasione dell’approvazione della manovra finanziaria estiva e di alcuni ordini dei giorno accolti quali raccomandazioni, tra i quali anche uno dello stesso onorevole interrogante.
E voglio anche sottolineare che nel quadro della politica complessiva di contenimento e di taglio che si è imposta in tutto il settore della spesa pubblica il Ministero dell’interno ha mantenuto l’impegno nei confronti dei 650 dipendenti con contratti a tempo determinato anche nella consapevolezza che dietro ognuno di loro vi era una famiglia.
In tal modo le strutture territoriali del Ministero dell’interno potranno avvalersi di personale qualificato nell’attività di accoglienza e integrazione e nel completamento del processo di emersione dal lavoro irregolare. Né può sottovalutarsi l’impegno che tali unità di personale saranno chiamate a svolgere nelle attività connesse con l’accordo di integrazione.
Credo sia opportuno ricordare in quest’Aula come il Governo, e per esso il Ministero dell’interno, abbia sempre attribuito grande attenzione all’attività degli Sportelli unici delle Prefetture e degli Uffici Immigrazione delle Questure.
Fornisco al riguardo alcuni dati che illustrano tale impegno.
Fin dal 2009, sono state adottate alcune misure organizzative e di sistema per la velocizzazione delle istruttorie e lo smaltimento dell’arretrato, facendo ricorso soprattutto all’implementazione della tecnologia negli uffici.
Tutto ciò ha consentito di registrare significativi risultati: nel 2008 sono stati rilasciati 169 mila permessi di soggiorno; nel 2009 242 mila, con un incremento del 43 per cento. Per quanto riguarda invece i rinnovi, nel 2008 sono stati 386 mila a fronte dei 528 mila del 2009, con un incremento di oltre il 50 per cento.
Nel 2010 i risultati sono stati a dir poco eccezionali: dal 1o gennaio al 31 dicembre sono stati, infatti, definiti con esito favorevole complessivamente 1.385.390 procedimenti relativi a titoli di soggiorno, comprendenti sia i rinnovi che i rilasci. Nello stesso arco temporale, sono stati emessi 4.772 provvedimenti di diniego.
Tra il 1o e il 25 gennaio 2011 sono stati definiti con esito favorevole 64.770 procedimenti e sono stati emessi 220 provvedimenti di diniego.
Si sono, inoltre, progressivamente ridotti i tempi medi assoluti di conclusione dei procedimenti: si è passati dai 303 giorni del 2007 ai 271 del 2008, ai 101 del 2009. Nel 2010, i tempi medi di produzione dei titoli di soggiorno risultano attestati intorno ai 40/45 giorni. Il trend di questi dati è suscettibile di ulteriori miglioramenti, fino al raggiungimento dell’obiettivo dei venti giorni, previsto dalla legge.
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