(AnsaAN)Roma 28 aprile 2011 “Con Loreno Sguanci scompare un grande protagonista della vita culturale della nostra città, un esempio di impegno civile tanto piu’ significativo poiche’ proveniente da un artista conosciuto e stimato in Italia e in Europa. A lui si puo’ applicare tranquillamente il concetto di cultura militante poiché in lui il lavoro d’artista e’ stato tutt’uno con la consapevolezza e la volonta’ di essere parte di un progetto. Prendere parte, non essere indifferente, cogliere il nesso inscindibile fra la propria missione d’artista con i valori di emancipazione e liberazione dell’uomo questo e’ stato Sguanci e questo e’ il messaggio piu’ potente che ci lascia. Un messaggio tanto lontano dalla cultura spettacolo, dall’effimero, dal mondano, dalle mode fluttuanti. Quando da assessore volle rilanciare l’attenzione verso l’arte figurativa contemporanea lo fece con mostre di grandi maestri fatte di un opera solo. Non poteva essere piu’ esplicito nella sua polemica verso le mostre tanto effimere quanto spettacolari. Quando si batte’ perché Pesaro avesse uno spazio come la Pescheria lo fece testardamente perché l’arte figurativa contemporanea per svolgere il suo compito ha bisogno di spazi qualificati, come un museo, come un teatro, ma anche come una scuola o una fabbrica e non di momenti occasionali e fugaci. Quando si batte’ e lo fece tante volte per l’incontro fra l’opera dell’artista e lo spazio urbano lo fece in nome di quella qualita’ della cultura che e’ tutt’uno con la qualita’ degli spazi vitali e della vita stessa. Spazi per tutti, vita di tutti, qualita’.Dietro a quegli occhi sempre giovani c’era una capacita’ raffinata di lettura della societa’, delle condizioni dell’uomo, dei suoi bisogni. Da quelle mani grandi non scaturiva solo una straordinaria sensibilità nel dare vita a forme, figure, ma anche l’ idea stessa della trasformazione, del cambiamento.condividevo con lui questo concetto: il mondo contemporaneo non ha bisogno di utopia ma di ideologia, cioe’ del lavoro rigoroso per rispondere alle domande perche’ e per chi. La realta’ fa già sufficientemente schifo per lasciarsi andare a sogni astratti, a fughe irreali. Bisogna saper cambia la realta’ e farlo con rigore e cultura profonda. Sguanci nella sua lunga opera si e’ cimentato con la trasformazione di tanti tipi di materiale, ma in verità si e’ sempre cimentato con il cambiamento del mondo. Non potevo che volergli bene.”

on. Oriano Giovanelli