Sabato  scorso, 2 febbraio, alle ore 16 dopo una maratona iniziata venerdì alle 15 la commissione ha concluso l’esame dei 285 emendamenti presentati e finalmente licenziato lo Statuto del Partito Democratico. Ci sono stati 11 astenuti, nessun voto contrario.
E’ stata davvero una bella esperienza, fresca, nuova, difficile ma per questo anche più affascinante.
Mi rendo conto, in questo clima pre elettorale non è una notizia che scalda i cuori o conquista le prime pagine dei giornali.
Eppure in un sistema politico dove tutti parlano di cambiare e non cambia niente e dove gli innovatori sembrano essere quelli capaci di denigrare e svilire il ruolo della politica, dei partiti e, in fondo,  delle istituzioni democratiche, si tratta di un fatto rilevantissimo perché finalmente COSTRUISCE, qualcosa di nuovo.
E’ un fatto che non registra l’ennesima spaccatura di una eredità politica ormai fatta in mille pezzi, ma introduce un elemento costruttivo, positivo, attivo nella politica italiana .
Il Partito Democratico c’è.
Non è più solo il grande evento del 14 ottobre che portò alla elezione di Veltroni e dell’Assemblea Nazionale.
No, oggi il Partito Democratico ha delle regole condivise che tengono insieme in modo concorde una pluralità di ispirazioni ideali e soprattutto si apre a chi non ha una storia politica alle spalle a chi non ha conosciuto gli entusiasmi e le delusioni della politica del ‘900.
In modo del tutto inedito nella storia politica italiana, lo statuto del PD rende protagonisti della propria vita politica  i cittadini che ne riconoscono il programma politico e nello stesso  tempo non rinuncia ad avere una ampia platea di iscritti cui riconosce  ruoli e poteri forti.
 Un partito tutt’altro che virtuale, tutt’altro che liquido, ma per questo non meno aperto e innovativo, un partito federale,  proteso a radicarsi fortemente nei territori, nei luoghi di lavoro e, perché no, nelle aggregazioni di comunità on line.
Del resto la straordinaria partecipazione diretta degli elettori alle elezioni dei circoli territoriali dimostra quanto questa spinta al radicamento sia forte. Forse sbaglio per difetto se dico che almeno 1.200.000 persone hanno partecipato alle elezioni dei responsabili dei circoli e credo quasi tutti avranno ritirato l’attestato di “fondatore” del PD.
Per me che mi ostino a ritenere che la politica non si esaurisce in questa o quella competizione elettorale ma è quotidiana costruzione di risposte concrete, civili, democratiche, innovative, ad una società in continuo cambiamento, sabato è stata una bella giornata.