Il Presidente della Corte dei Conti Luigi Gianpaolino, ha ragione: c’è un nesso fortissimo fra “mala amministrazione” e “corruzione”. Anche se non dobbiamo fare il grave errore  di accomunare ai corrotti tutti quelli che lavorano in uffici che non funzionano. Bisogna sempre partire dal fatto che la stragrande maggioranza dei dipendenti e dei dirigenti delle pubbliche amministrazioni sono vittime loro stessi del cattivo funzionamento dei loro uffici, poiché questo gli impedisce di fare il loro lavoro, di esercitare la loro professionalità.

Però è vero, se si vuole combattere davvero la corruzione non ci si può limitare alla durezza delle pene (a proposito, quando attueremo la norma delle confisca dei beni patrimoniali e che si macchia dei reati contro la Pubblica amministrazione?) ma si deve agire sui processi organizzativi, sulla responsabilizzazione della dirigenza , sulla trasparenza assoluta degli atti, su inderogabili incompatibilità.

Questo Governo, che tiene bloccato il suo stesso disegno di legge al Senato, che mantiene a presidente della CIVIT un signore che frequenta la P3, ha totalmente fallito su questo fronte. Anzi, è l’attore della corruzione! I fatti che riguardano la cricca, la P3, la protezione civile, escono direttamente dalle stanze della Presidenza  del Consiglio dei Ministri, dal cuore del potere berlusconiano.

Il Pd fa della lotta alla corruzione il punto di attacco del suo disegno di riforma delle pubbliche amministrazioni e del sistema paese. Già dall’assemblea nazionale del pd del 4-5 febbraio pv. a Roma emergeranno le nostre concrete proposte.

On. Oriano Giovanelli – Presidente Forum PA e innovazione