(ANSA) – ROMA, 9 DIC – "E’ assolutamente inaccettabile che una parte della Carta delle autonomie sia stata trasformato in emendamento della Finanziaria e ridotto ad una pura questione di costi". Lo afferma Oriano Giovanelli, presidente di Legautonomie che oggi insieme all’Uncem, l’unione delle Cominità montane, riuniti in un’unica confederazione, ha organizzato a Roma una manifestazione dal titolo "Mille territori,una forza", per rilanciare la questione del riassetto del sistema delle autonomie che parta da un accordo tra istituzioni-Stato, regioni ed enti locali.   
Ma l’iniziativa di oggi è stata indetta anche per ribadire il pieno appoggio della confederazione alla manifestazione di domani dei sindaci sulle questioni legate alla formazione dei bilanci cioé la mancata restituzione dell’ici, il patto di stabilità e il fondo sociale.
Il presidente di Legautonomie lancia una sfida: "cominciamo con il mettere sotto i riflettori nuovamente con molta chiarezza quanto costa lo stato centrale così almeno ci togliamo di mezzo un po’ di demagogia, quanto costano i ministeri che a fine anno non sanno come impegnare i soldi e li impegnano tanto per fare perché non vogliono che glieli porti via la ragioneria dello Stato; quanto costano le tante scatole piene di presidenti, consiglieri, membri dei consigli di amministrazione che ruotano ancora attorno ai ministeri, e che percepiscono indennità
impressionanti e confrontiamoli pure con il costo di un consigliere comunale è una sfida che accettiamo ben volentieri".   
"Noi vogliamo essere in campo sulla questione della carta delle autonomie – ha ribadito Giovanelli – nell’emendamento in Finanziaria ci sono aspetti che noi assolutamente non condividiamo, tra queste l’eliminazione generale di tutti i consigli di quartiere, le forme di rappresentanza nei consigli comunali, la modalità con cui vengono affrontate le trasformazioni delle comunità montane proprio nel momento cui tutti ritengono sia giusto andare verso forme obbligatorie nella gestione dei servizi, l’eliminazione della figura del direttore generale degli enti locali. Ci leggiamo una lesione forte sia dell’autonomia statutaria che regolamentare degli enti locali".
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