Curiosità — 1 minuto di lettura

Storie Invisibili- Banco del Mutuo Soccorso

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Tre nuovi lavori dopo la ripartenza del Banco del Mutuo Soccorso, tutti legati da un filo: la vita. Transiberiana ( 2019) è la metafora per antonomasia del viaggio nella vita con tutte le insidie i dolori che crea e al Banco nulla è stato risparmiato. Orlando: le forme dell’amore,  è la celebrazione della forza più potente che la vita ci da anche per ripartire dopo le sconfitte. Infine Storie Invisibili ( gennaio 2025) perché la vita è storia e la storia la fanno le persone semplici con la loro vita e i loro lavori quaotidiani di cui nessuno parla più.

Il treno regionale che da Termini sale fino a Albano percorre una linea bellissima che in quest’autunno offre vedute e colori che rimandano al romanticismo del Grand Tour. Ad Albano mi aspetta la mole amica di Vittorio Nocenzi assieme al figlio Michelangelo. Sono qui per ascoltare con Vittorio Storie Invisibili. Arriviamo a Genzano, entriamo nello studio e subito mi infila le cuffie perchè il suono va ascoltato bene. Efettivamente noi comuni ascoltatori perdiamno una marea di sfumature che i musicisti mettono nei loro lavori soprattutto la parte ritmica, i bassi ed effettivamente è tutta un altra cosa. Con Vittorio ci sentiamo da oltre vent’anni e immancabilmente si finisce sempre a parlare di pezzi di storia del Banco che poi è parte importante della storia del Rock in Italia e non solo. Ma come è naturale fra amici anche di cose personali, di politica, di cultura. E così scivolando da un brano all’altro ci passano davanti agli occhi Rodolfo Maltese a cui a Marino da quast’anno si dedica un concorso di chitarra acustica; Francesco Di Giacomo, con al voce dai colori impareggiabili,  e il testo di Non mi Rompete appuntato su una carta unta dove poco prima  era avvolto un pezzo di pizza finita in un battibaleno nel pancione di Francesco,  e poi l’ultimo incontro prima del tragico incidente; la prima Live di Di Terra con l’impianto dei Pink Floyd a Villa Ada e ancora indietro fino a Donna Plautilla che la RCA tenne in un cassetto e il cui fatto provocò la rottura e la  fortunata migrazione del Banco a Ricordi. E poi l’avventuroso viaggio verso il primo Festival Rock cui si presentò il Banco al nord d’Italia partendo  da Marino con tanto di pianoforte di Gianni Nocenzi e due pulini rotti per strada e l’aiuto di altri gruppi diretti allo stesso festival. Solidarietà fra pionieri. Vittorio è un musicista militante  con le radici ben piantate nella realtà che lo rimandano con la memoria alle radici popolari del novecento,  il comizio del primo maggio nel paese  cui assistevano suo nonno comunista e suo zio socialista che finiva in una mangiata annaffiata con la “romanella” e poi regolarmente in una discussione vivace fra” Togliatti e Nenni “. il novecento che abbiamo rievocato anche ricordando lo splendido lavoro fatto per Il Garofano Rosso, film di Faccini del 1976. Storie Invisibili un bel disco, polaroid sulla realtà, immagini dirette senza fronzoli. Un disco  da regalare magari a Natale in un bel 33 giri.