Allora si va al voto. Era scontato ma ho sperato fino all’ultimo che ci fosse un sussulto di responsabilità verso il paese e in particolare verso gli elettori che hanno il diritto di aspettarsi dal voto delle maggioranze e un governo che siano in grado davvero di governare. Questa legge elettorale oggettivamente favorisce la frammentazione la ricerca delle identità dei singoli partiti invece della ricerca di alleanze programmatiche chiare, tutto il contrario di quello che serve all’Italia. Come ho detto era scontato. Non c’era da aspettarsi che una crisi, nata per evitare che si facesse una nuova legge elettorale e che Berlusconi ha preso al volo per ribadire la sua leadership nel centro destra e per tentare di tornare a qualsiasi costo al governo, producesse una soluzione diversa.
La verità è che a Berlusconi degli interessi del paese non interessa niente come a Fini e a Casini della coerenza con quanto sono venuti dicendo negli ultimi mesi. Prima gli insulti ora tutti assieme appassionatamente raccogliendo tutto quello che è raccoglibile pur di tornare al potere.Proprio per questo nessuno di loro è credibile quando dice: prima votiamo e poi facciamo le riforme assieme. Come fa una alleanza che nasce per non fare le riforme ad essere in grado di farle dopo, in caso di vittoria, addirittura con una alleanza con il centro sinistra e il PD? Andrebbero in pezzi!
Non sono nemmeno credibili quando dicono che potranno garantire stabilità. Come faranno se fra un anno ci sarà il referendum sulla riforma elettorale? In che modo supereranno quell’ostacolo senza rompersi l’osso del collo?
E’ in queste evidenti contraddizioni lo spazio che il PD deve occupare. Il PD è la cosa nuova nata per cambiare radicalmente un sistema politico che non funziona, l’alleanza del centro destra sarà la riedizione di quanto abbiamo già visto negli ultimi anni sia a sinistra che a destra: tutti insieme per vincere sapendo che poi non si riesce a governare.
Allora davvero non so se sarà così semplice per Berlusconi tornare a vincere. Il punto non è il governo Prodi ha fallito torniamo al governo Berlusconi che invece è stato un successo per l’Italia. Chi può sostenere realisticamente una fesseria del genere.
Il punto è il sistema politico non funziona e fa pagare un prezzo altissimo alle imprese, alle persone, alle famiglie, a tutto il sistema Italia, chi è più credibile per cambiarlo radicalmente?
Le possibilità del Partito Democratico e del centro sinistra è tutta qui. Far passare questo concetto. Nuovo da costruire contro vecchio che ha dimostrato di non funzionare.
Veltroni si muove bene, ha chiarissime queste considerazioni, e fa bene a dire con forza “andiamo da soli” e fa ancora meglio se riesce ad annunciare prima del voto la squadra di governo, autorevole, forte sganciata dai condizionamenti di questo o quel partito.
C’è un punto su cui deve, a mio parere essere più chiaro ed insistente.
Il suo messaggio sarà vincente e convincente se anche a sinistra si supereranno le guerre identitarie fra Rifondazione Comunista, PDCI, Verdi, Sinistra Democratica.
Se cioè nascerà a sinistra del PD una nuova sinistra di Governo testimoniando concretamente che tutto lo schieramento alternativo al centro destra ha imparato la lezione e si predispone ad una svolta radicale rispetto al vecchio sistema politico.
L’ho gia scritto: la vocazione maggioritaria del PD non solo è giusta, è necessaria, ma questo non vuol dire che non ci curiamo di quanto avviene attorno a noi. Una sinistra c’è e ci sarà. Se non cambia e rimane così frantumata e autoreferenziale sarà impossibile allearsi, anche se posso testimoniare che non sono venuti da li i principali problemi del Governo Prodi, ma se cambia, se si aggrega, se supera il settarismo identitario e a volte opportunistico, lo stesso ruolo del PD risulterà più credibile nella sua spinta innovativa. Se accadesse questo e fossi nei panni di Berlusconi non dormirei tanto tranquillo.